Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: surreale
Ritmo: psichedelico
Tensione: alta soprattutto nella prima parte
Erotismo: concettuale e (poco) visivo
Violenza: sequenza finale molto disturbante
Recensione:
L'autorialità del giallo
Lungometraggio d'esordio della coppia franco belga Helen Cattet e Bruno Forzani, Amer è un omaggio affettuoso al cinema anni settanta, in cui si tenta però (con esiti positivi) di realizzare un curioso esperimento cinematografico: estrapolare da un genere squisitamente popolare come il giallo all'italiana qualcosa di molto simile al cinema d'autore, con derive surrealiste che richiamano Bunuel e Dalì (dichiaratamente omaggiati nel finale).
La storia è divisa in tre fasi che rappresentano tre momenti fondamentali della vita di Ana, tra cui l'infanzia, vissuta in una villa isolata verso Roquebrune-Cap-Martin, dove la protagonista bambina vive con la madre e una misteriosa dama in nero che fa strane fatture con uccellini morti e pezzi di vetro. Sviluppata tra continui silenzi, sguardi che si alternano a respiri smozzicati, questa prima parte sembra richiamare il finale di Suspiria. I due filmaker, infatti, giocano con il dettaglio e i particolari delle mani, degli occhi che spiano dal buco della serratura, mentre la fotografia si abbandona ai colori primari come il rosso e il verde, in un gioco monocromatico che richiama esplicitamente il cinema di Dario Argento e Mario Bava. Cassandra Forêt che interpreta Ana bambina rievoca perfettamente le paure e le ansie infantili, costruendo un percorso ansiogeno dove la ricerca espressiva del particolare è il fulcro portante del terrore. In tal senso la seconda parte, l'adolescenza di Ana, vive tutta un'altra atmosfera e qui la ricerca dell'autorialità si fa più marcata: la pubertà vissuta come scoperta dei corpi e della pelle, attraverso il contatto con i passeggeri dell'autobus, con gli sguardi tra la ragazza e un bambino che gioca a pallone, e il continuo ostentare di dettagli dell'interprete Charlotte Eugène Guibeaud. È evidente in questa seconda parte l'influenza di Fellini. Argento ritorna invece nella fase adulta quando Ana torna a Roquebrune-Cap-Martin e sale su un taxi dove comincia una sorta di gioco erotico con il guidatore (Harry Cleven). Arrivata alla villa natale, Ana percorre le stanze abbandonate e malridotte della casa di famiglia fino ad incontrare un misterioso assassino armato di rasoio che ci regalerà una sequenza particolarmente disturbante.
Nonostante il ripescaggio delle colonne sonore di Stelvio Cipriani ed Ennio Morricone, le atmosfere argentiane e la strizzatina d'occhio al cinema giallo anni settanta, siamo di fronte ad un'operazione innovativa sia per l'impressionante lavoro di montaggio, sia per i contenuti che esulano dal mero cinema horror e tentano di percorrere nuove strade espressive. Se da un lato Cattet e Forzani arrivano a recuperare Furore di Celentano (cantata in apertura de La Ragazza che sapeva troppo di Mario Bava), dall'altra puntano ad esternare solo alcuni elementi del genere, come la componente sensuale fatta di bocche che addentano rasoi, sguardi che si alternano freneticamente con dettagli del corpo, gocce di sudore, respiri, spasmi. Il dialogo viene ridotto ai minimi termini mentre si erge a narratore sublime solo e unicamente il corpo umano, vero e proprio libro di vita e di morte. (Dr. Satana)
Da notare- Le frasi riportate sulla vetrina di un negozio provengono dall’Inferno di Dante. Il brano di Stelvio Cipriani tratto dalla colonna sonora de La polizia sta a guardare (1973) fu inserito come tema portante anche nella colonna sonora del celebre Tentacoli.
Perché su Bizzarro- L’approccio narrativo del film, elaborato come migliaia di frammenti narrativi che si intersecano tra di loro, oltre a costituire un lavoro pazzesco di cesellamento cinematografico ricordano anche il folle Requiem for a Dream di Darren Aronofsky
Film (più o meno) Simili: Suspiria (1977), Un chien Andalou (1928), Tre Passi nel delirio (1967)
Trailer
NOTE:
Edizione italiana: Inedito in Italia
Scheda del film a cura di: Dr. Satana