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In Bruges - La coscienza dell'assassino In Bruges - La coscienza dell'assassino
Titolo originale: In Bruges

Categoria Generi & commistioni
Tipologia Lungometraggio
Genere Thriller, Commedia
Parole chiave Commedia nera

Regia: Martin McDonagh
Cast:
Brendan Gleeson, Colin Farrell, Ralph Fiennes
Sceneggiatura Martin McDonagh
Colonna Sonora Carter Burwell
Anno: 2008
Nazione: Gran Bretagna, Belgio
Durata: 107 minuti
In breve:
Humour british, delicatezza e cinismo, si fondono in un ibrido che arriva dritto al bersaglio
Visite: 2669

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: sospeso e metafisico ma con il sorriso
Ritmo: perfetto
Humour: nero-british
Tensione: si sente
Sangue: sgorga

 

Recensione:

Il purgatorio secondo Martin McDonagh

Ray e Ken, sicari professionisti, hanno appena portato a termine l’incarico assegnatogli dal loro capo Henry. Ma non tutto è andato secondo i piani, qualcosa di grosso, e irreparabile, è sfuggito al loro controllo. Così, vengono inviati per un po’ di tempo a Bruges, una cittadina sperduta nel Belgio, in via del tutto anonima: il tempo di far perdere le proprie tracce, e tutto torna come prima. Questo, almeno, è quanto gli è stato detto dal capo…

Desolante terra di mezzo, nella quale si finisce quando né il buono, né il bello, né il brutto, né il cattivo sono ben rintracciabili nell’animo umano, il purgatorio è un non-luogo neutro, generalmente concepito privo di calore e senza colore. C’è chi lo ha dipinto come il nulla più assoluto, chi non trovando parole adeguate l’ha provato a raccontare attraverso un silenzio assordante, e chi ancora lo ha descritto come il buio più totale. Il regista Martin McDonagh, qui alle prese con la sua (promettente) opera prima, mischia le carte in tavola e ci conduce in un purgatorio inedito, colorato come una cartolina e singolare come una grande città d’arte: Bruges, in Belgio, piccola e deliziosa cittadina, che pare uscita dalla mente, e dai pennelli, di un fantasioso artista. Un purgatorio coscienziale, quindi, non più riconducibile ad un luogo preciso o ad uno spazio, quanto più alla condizione psicologica, intima e interiore del personaggio chiave Ray. Sottolineando così - attraverso stoccate morali efficaci, che arrivano dritte al punto senza mai tergiversare - che anche in “paradiso”, un peccatore pentito non prenderà mai pace, poiché bloccato in un purgatorio morale, in attesa di un giudizio che forse non arriverà mai. O che forse, nell’inconscio, è giunto fin troppo forte e chiaro.

Presentato al Sundance Film Festival nel 2008, In Bruges ha ottenuto sin da subito importanti premi e riconoscimenti, come il Golden Globe come miglior attore a Colin Farrell, il premio Bafta (alla migliore sceneggiatura originale), e una nomination agli Oscar nel 2009. Ed effettivamente, sia la sceneggiatura del film che la prova di Farrell, sono notevoli e di alto livello. Dialoghi generosi e abbondanti, che arrivano dritti al bersaglio come un colpo di pistola secco e brutale, humour british e sarcastico al punto giusto, delicatezza e cinismo che si fondono in un ibrido speciale. E poi c’è Colin Farrell, con le sue mille facce e le sue mille espressioni, che dal bello e possibile di turno, passa finalmente su un piano altro, maturo e coinvolgente. (Alessandra Sciamanna)

 

 

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Trailer

 

NOTE:

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Scheda del film a cura di: Alessandra Sciamanna


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