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Angoscia, L' Angoscia, L'
Titolo originale: Angustia

Categoria Inclassificabili
Tipologia Lungometraggio
Genere Horror, Thriller
Parole chiave Settima arte, Disturbi mentali, Serial killer

Regia: Bigas Luna
Cast:
Michael Lerner, Talia Paul, Clara Pastor, Ángel Jové, Zelda Rubinstein
Sceneggiatura Bigas Luna, Michael Berlin
Colonna Sonora José Manuel Pagán
Anno: 1987
Nazione: Spagna
Durata: 86 minuti
In breve:
Angoscia e suspense, per un film che abbatte le distanze tra schermo e spettatore
Visite: 3441

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: da film maledetto
Ritmo: martellante ma non serrato (ipnotico)
Violenza: qualche scenetta splatter di sicuro impatto
Tensione: suspense angosciosa

 

Recensione:

Chi? Quello della mortadella?

Uno nomina Bigas Luna e tutti pensano alla mortadella con sopra Valeria Marini: quando si dice che uno è segnato. Poi ti capita tra le mani un film come L’Angoscia ed ecco che tutto cambia: uno nomina Bigas Luna e ti ritrovi a pensare ad atmosfere malsane, a una nanerottola dall’occhio cattivo, a un piccione intrappolato dietro l’armadio e a un vortice ipnotico. Potenza del cinema bizzarro!

L’angoscioso protagonista del film è un omone-bamboccione che fa l’infermiere in una clinica oculistica, soggiogato dall’angosciosa madre - nanerottola e inquietante - che lo controlla tramite ipnosi. La bastarda mammina, pensando che il figlio abbia subito un torto sul lavoro, lo spinge a commettere omicidi per vendicarsi e lo guida telepaticamente negli atti nefasti. Questo è quello che succede nella prima mezzora abbondante di film, poi (senza fare troppi spoiler) entra in scena il metacinema e tutto cambia... ma qualcosa rimane.

Peccato che non c’eravamo: vederlo al cinema all’epoca della sua uscita in sala, doveva essere un’esperienza unica, di pura perturbazione emotiva. Bigas Luna, senza intellettualizzare troppo, mira proprio all’abbattimento di quella “quarta parete” che pone spettatore e spettacolo in due realtà distinte, tentando di generare una suggestione totale che ponga invece film e pubblico nello stesso limbo emotivo, dove i confini tra quello che accade sullo schermo e quello che potrebbe accadere fuori, sono così rarefatti da mettere appunto angoscia, oltre che vertigini. Operazione fin troppo facile a teatro ma terribilmente difficile al cinema, che Bigas Luna conduce con il giusto spirito: quella del “grande stregone” stile William Castle, sostituendo i trucchi e gli espedienti del maestro americano con un gioco di scatole cinesi, un mix di immagini stranianti (tra lo splatter e il surrealismo) e soprattutto con bel lavoro di fino sulla suspense e sull’incedere della vicenda, martellante ma tutt’altro che serrata, come una seduta di psicanalisi o un tentativo di ipnosi. Ed ecco che lo spettatore è al centro della vicenda, privato con un gioco di prestigio di quello schermo che tutto separa e protegge. Alla faccia del 3D. E della mortazza! (Daniele ‘Danno’ Silipo)

 

Da notare- I titoli di coda.

Perché su Bizzarro- Un folle divertissement che ci trascina oltre lo schermo.

Film (più o meno) simili: Funny Games (1997), Demoni (1985)

 

Trailer:

 

NOTE:

Edizione italiana: fuori catalogo

 

Scheda del film a cura di: Daniele 'Danno' Silipo


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Commento inserito : Mon 01-01-18


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