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Three Extremes Three Extremes
Titolo originale: Sam gang yi

Categoria Generi & commistioni
Tipologia Lungometraggio
Genere Horror
Parole chiave Episodi, Vendetta

Regia: Park Chan-wook, Fruit Chan, Takashi Miike
Cast:
Bai Ling, Miriam Yeung Chin Wahi, Tony Leung Ka Fai, Byung-hun Lee, Won-hie Lim , Hye jeong Kang, Kyoko Hasegawa, Atsuro Watabe, Mai Suzuki, Yuu Suzuki
Sceneggiatura Lilian Lee, Chan-wook Park, Bun Saikou, Haruko Fukushima
Anno: 2004
Nazione: Hong Kong, Giappone, Corea del Sud
Durata: 118 minuti
In breve:
Uno sconvolgente viaggio in tre tappe nell’Oriente più “estremo”
Visite: 2549

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: Eterogeneo
Ritmo: Misurato, Pulsante, Soffuso
Tensione: Alternata, con picco centrale.
Violenza: Radicale
Humor: Amorale

 

Recensione:

Il numero perfetto... per colpire allo stomaco

Film in tre episodi. Una piacente ex attrice tenta di riconquistare il marito fedifrago mangiando ravioli al ripieno di feti abortiti, miracolosamente capaci di rigenerare il corpo e restituire la passata bellezza (Dumplings di Fruit Chan). Un regista si ritrova intrappolato nel proprio set, vittima di un ingegnoso quanto sadico piano di vendetta (Cut di Park Chan-wook). Una giovane scrittrice assillata dal sogno ricorrente di una scatola nella quale potrebbe celarsi la chiave di un oscuro passato (Box di Takashi Miike).

Con una formula già sperimentata nel precedente Three, trittico a sei mani del 2002 firmato da Kim Ji-Woon, Nonzee Nimibutr e Peter Chan, Three Extremes propone un nuovo excursus nel cinema orientale con lo sguardo stavolta maggiormente rivolto ad un pubblico internazionale e un obiettivo più radicale: sconvolgere con ogni mezzo lo spettatore.

Affidati ad autori di fama mondiale già consolidata, i tre episodi di 40 minuti che compongono la pellicola, assolutamente eterogenei per stile e registro, si pongono infatti all’insegna dello shock come denominatore comune, e strumento di catarsi all’interno di un campionario di vizi sociali e traumi individuali, siano essi gli indelebili reflussi di un crimine infantile, le derive di una spietata lotta di classe, o il perseguimento di una folle vanità. E si parte all’insegna di una raffinatezza, quella di Fruit Chan, che con piglio vagamente cronenberghiano, dissimula la dissacrazione di uno dei tabù più “innominabili” (con buona pace di Jonathan Swift) sotto una messinscena di misurata compostezza dove l’imperturbabilità diviene perturbante, nella sottile tensione di un’atmosfera che si dipana senza moralismo alcuno, in una soffusa tensione orientata verso il ghigno beffardo di un finale agghiacciante. Laddove al regista cinese spetta il riconoscimento della prova complessivamente più riuscita e coesa, alla tappa coreana del terzetto va invece il merito di riportarci con brutalità al focus dell’operazione. Muovendosi con dimestichezza entro un tema assunto a poetica, l’autore della “trilogia della vendetta” centra infatti il bersaglio con un impeccabile, piccolo thriller ad altissima tensione in cui la padronanza dello spazio e del tempo filmico, espressa nel virtuosismo della macchina da presa e di una sceneggiatura a orologeria, colpisce e inchioda con la forza di un pugno sullo stomaco. All’opposto (e purtroppo), non riesce a cogliere nel segno il giapponese Takashi Miike, che col terzo e ultimo capitolo si perde nelle complessità psicoanalitiche dell’indagine interiore, in un’arzigogolata esposizione di temi quali il rimosso e la colpa, tanto ricco di suggestioni visive e ricercati simbolismi, quanto lacunoso sul piano di una narrazione che, forse, avrebbe richiesto una durata maggiore per uno sviluppo più compiuto.

Originale e a modo suo divertente, Three extremes si rivela nel complesso un affascinante viaggio nell’universo del cinema asiatico e dei suoi autori più importanti, affrontato con ironia, coraggio e brutale lucidità. (Caterina Gangemi)

 

Da notare- Del primo episodio, Dumplings, esiste anche una versione “estesa” di 91 minuti, sempre diretta da Fruit Chan e con lo stesso cast.

Perché su Bizzarro- Un triplo shock: per il cuore, lo stomaco e il cervello.

Film (più o meno) Simili: Three (2002) di Kim Ji-Woon, Nonzee Nimibutr, Peter Chan

 

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Trailer

 

NOTE:

Edizione italiana: DVD Medusa Home Entertainment

 

Scheda del film a cura di: Caterina Gangemi


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