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Chien andalou, Un Chien andalou, Un
Categoria Auteurs & raffinatezze
Tipologia Cortometraggio
Genere Grottesco
Parole chiave Anti-narrazione

Regia: Luis Buñuel
Cast:
Pierre Batcheff, Simone Mareuil, Fano Messan, Luis Buñuel, Salvador Dalì
Sceneggiatura Luis Buñuel, Salvador Dalì
Anno: 1929
Nazione: Francia
Durata: 16 minuti
In breve:
Lo scioccante debutto di Buñuel coadiuvato da Dalì: il manifesto del surrealismo cinematografico
Visite: 3681

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: visionario
Ritmo: alternativo
Erotismo: molto presente
Violenza: notevole
Humour: dissacrante

 

Recensione:

Epater le bourgeois: atto primo

I 16 minuti che sconvolsero il cinema. Nel 1929 i giovanissimi Luis Buñuel e Salvador Dalì, spagnoli trasferiti a Parigi e ivi entrati in contatto con il movimento surrealista, unirono i loro sforzi e in una sola settimana diedero alla luce un cortometraggio destinato a fare epoca: Un chien andalou. Composto da immagini scioccanti, disturbanti e solo apparentemente senza senso, questo brevissimo film fu immediatamente un caso e venne 'adottato' dai surrealisti come vero e proprio simbolo del loro movimento, in opposizione al dadaismo allora imperante.

Senza trama e solo con un esile filo conduttore (le varie difficoltà di un uomo e una donna per costruire un rapporto di coppia), senza una colonna sonora d'accompagnamento (ma esistono copie comprendenti un brano di Tristano e Isotta di Wagner e due tango argentini, aggiunti da Buñuel nel 1960) e soprattutto senza la benché minima intenzione di venire incontro allo spettatore. Ogni minuto di quest'opera è un violentissimo attacco alla logica, alla tranquillità piccolo-borghese e alle istituzioni che saranno il bersaglio preferito del regista nel corso di tutta la sua carriera.

Tra le varie scene memorabili, impossibile non citare quella d'apertura, a tutt'oggi difficilissima da reggere senza coprirsi gli occhi per lo shock: il rasoio che fende l'occhio della protagonista è solo la prima delle 'rasoiate' metaforiche che il regista sferrerà allo spettatore ignaro e impreparato. Obbligatorio il confronto con l'altro capolavoro surrealista della coppia Buñuel-Dalì L'age d'or, uscito l'anno successivo e, se possibile, ancora più scioccante e disturbante. Ma al Chien nessuno potrà mai togliere la palma di prima, e forse migliore, cine-bizzarria della storia della Settima Arte. (Luca Romanelli)

 

Da notare- Per la celeberrima scena del taglio dell'occhio fu utilizzato il bulbo di un vitello morto. L'uomo col rasoio è lo stesso Bunuel, mentre Dalì interpreta uno dei preti trascinati dal pianoforte. I due protagonisti, a distanza di una ventina d'anni l'uno dall'altra, morirono entrambi suicidi.

Perché su Bizzarro- Come già detto: il primo, vero 'bizzarro-movie' della storia del cinema.

Film (più o meno) simili: L'age d'or (1930)

 

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Estratto

 

NOTE:

Edizione italiana: DVD Eagle Pictures (in edizione unica assieme a L'age d'or)

 

Scheda del film a cura di: Luca Romanelli


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