Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: barocco, riciclato, surreale
Ritmo: dolce suegiù
Emozione: arrapamento
Erotismo: beh, è un porno... fate vobis
Violenza: scazzottate stile western
Sangue: neanche una goccia, in compenso scorrono ben altri liquidi...
Recensione:
La bella e il Brescia
Da una parte il successo di La bête (Walerian Borowczyk) apriva nuove strade al cinema erotico, dall’altra Alfonso Brescia aveva a disposizione set e costumi provenienti dai precedenti quattro film di fantascienza realizzati nella seconda metà degli anni settanta. Inoltre, c’era la possibilità di reclutare come attrice protagonista Syrpa Lane, occasione troppo ghiotta per non realizzare una versione spaziale del sexy fantasy francese, attingendo a piene mani proprio dalle sequenze più celebri, quelle dell’inseguimento di Syrpa mezza nuda nel bosco con una misteriosa creatura al seguito che si rivelerà stavolta un fauno dotato di un mostruoso (e fintissimo) pene.
Sorretto ininterrottamente da uno score a metà tra la space-age e il barocchismo più estremo, La bestia nello spazio si apre con il Capitano Larry Madison (L’attore Vassilli Karis anch’esso riciclato dai precedenti film di Brescia) che incontra Sondra/Syrpa in un bar spaziale dove si cita Arancia Meccanica bevendo latte di Urano e esprimendosi con appellativi coloriti del tipo “Non rompermi gli asteroidi!”. Tra una scazzottata stile far west e un po’ di sesso facile, il militare viene incaricato di recuperare il prezioso minerale Antalium sul pianeta Lorigon in compagnia di un team di astronauti vestiti tutti in latex colorato. Madison ritrova al suo seguito Sondra in qualità di tecnico dei radar, e insieme partono verso il pianeta misterioso, precipitandoci sopra. Lì troveranno una specie di bosco da sogno, un castello abitato da un losco figuro (che ben presto si trasformerà in un fauno cazzuto) e Zocor, un computer alimentato dall’Antalium che comanda l’intero pianeta...
Se inizialmente La bestia nello spazio era poco più di un soft-core, furono poi aggiunte scene decisamente più pornografiche con abbondanza di dettagli, visibili però soltanto dopo un’oretta di film. Nonostante la confezione decisamente improvvisata, i numerosi errori di regia, il doppiaggio fuori sincrono, i set riciclati e gli effetti ridicoli, il film risulta comunque gradevole e scanzonato: è proprio quest’atmosfera da “film che si prende un po’ in giro” a rendere la visione scorrevole e allegrotta, arricchita oltretutto dalle generose forme delle attrici protagoniste. (Dr. Satana)
Da notare- I servi del perfido Zocor sembrano la versione dimagrita del Golem con tanto di tipico caschetto biondo. Il robottone gigante Zocor è stato invece riciclato dai precedenti film di Brescia Anno zero - guerra nello spazio e Battaglie negli spazi stellari che assieme a La guerra dei robot costituiscono una versione povera della trilogia di Guerre Stellari
Perché su Bizzarro- Stiamo parlando di una delle più strane combinazioni di generi mai realizzate nel nostro cinema: art-movie, fantascienza, western e porno!
Film (più o meno) Simili: Incontri erotici del quarto tipo (1975), Incontri molto ravvicinati del quarto tipo (1978), Flesh Gordon (1974), Bathman dal pianeta Eros (1982)
Trailer
NOTE:
Edizione italiana: Fuori catalogo
Altri titoli: Beast in space (titolo internazionale)
Scheda del film a cura di: Dr. Satana