Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: schizzato
Ritmo: commestibile
Violenza: a palate
Sangue: a secchiate
Azione: pistolettate, corpo a corpo e inseguimenti tra i boschi
Tensione: qua e là
Humour: commistionato
Recensione:
Al mio segnale, scatenate l’inferno!
Altro che blande sfuriate tra genitori e figli, o ridicoli battibecchi tra giovani e anziani a suon di grida stridenti e ululati. In Giappone non c’è tempo per le chiacchiere, si gioca duro: lo scontro generazionale lo si affronta a suon di botte, sangue e acido muriatico! In un futuro non troppo lontano, le autorità nazi-nipponiche studiano un nuovo piano d’attacco per far fronte all’aumento vertiginoso della criminalità giovanile. Una piaga fastidiosa soprattutto per il sistema scolastico, messo a dura prova da un’enorme cucciolata di piccole pesti. La soluzione finale si chiama Battle Royale Act: una classe a caso viene scelta dal mazzo, e con la scusa di una gita fuori porta viene scaraventata in una delle attività extra-scolastiche meno ludiche al mondo, la guerra. Un gioco (così lo chiamano) assurdo e spietato, in cui vincere non solo è vivamente consigliato, ma è anche l’unica soluzione possibile, pena la morte. Detta così sembra una cosetta da niente, ma se per vincere bisogna far fuori tutti i compagni di classe, vagando su un’isola selvaggia come uno sterminatore pazzo, le carte in tavola cambiano. Ogni studente viene dotato di un’arma random - se hai un copri pentola e il tuo vicino di banco un’ascia, diciamo pure che per te il gioco è finito - e poi costretto a combattere violentemente con i suoi simili. Ma attenzione: niente contrattacchi o alzate di testa, le regole del BR Act sono ferree, e lo schizzatissimo professor Kitano (Takashi Kitano) controlla tutto tramite un collare posizionato intorno al collo di ogni singolo ragazzo. Ce la faranno i nostri eroi?
Estremo, violento, duro e politicamente scorrettissimo: in poche parole geniale. Diciamocelo fuori dai denti - senza quei falsi moralismi venuti fuori non appena il film ha visto la luce, oscurato subito da ridicole censure e bigotte indignazioni - guardare Battle Royale è un po’ come osservare il nostro orticello, il nostro paese, il nostro mondo. La forza del film non risiede tanto nel messaggio, quanto nel modo in cui il messaggio fa inaspettatamente centro nel cervello dello spettatore, senza pretesa alcuna. Quello di Battle Royale è si un mondo iperfumettato, smaltato ed estremizzato, ma proprio per questo molto più vicino alla realtà di tanti insulsi modellini vuoti e fatti su misura. “Cittadini! Non ci vogliamo sporcare le mani e non siamo in grado di sistemare le cose, quindi scocozzatevi tra poveri e vedetevela tra di voi”: non recita più o meno così la morale della società in cui viviamo?
Detto questo, sarebbe criminale non sottolineare il forte aspetto ludico del film, che resta comunque lo zoccolo duro di tutto l’armamentario: si può godere a pieno di questi 114 minuti di violenza pura anche senza moraletta annessa e connessa. Battle Royale regge benissimo, zeppo com’è di trovate stimolanti e deliziose contraddizioni (il Giappone, più di tutti, sa miscelare violenza, grottesco e dramma strappa lacrime senza ledere mai la fruizione). E poi ancora, c’è il faccione sadico e completamente allucinato di Takashi Kitano, che difficilmente vi lascerà impassibili. (Alessandra Sciamanna)
Da notare- del film esiste una “special version” (122 minuti) con nuovi effetti speciali e scene aggiuntive, distribuita nei cinema giapponesi nel 2001 (l’anno successivo al rilascio della versione “base”).
Perché su Bizzarro- Follie a go-go in un film dalla trama fuori di testa
Film (più o meno) simili: Battle Royale II: Requiem (2003)
Edizioni home video disponibili
Trailer
NOTE:
Edizione italiana: DVD Exa Cinema
Film correlati: seguito da Battle Royale II: Requiem (2003)
Opere correlate: tratto dall’omonimo romanzo di Koushun Takami (che ha anche sceneggiato nel 2002 il manga di Battle Royale)
Scheda del film a cura di: Alessandra Sciamanna