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Svezia, inferno e paradiso Svezia, inferno e paradiso
Categoria Shock & oscenità
Tipologia Lungometraggio
Genere Documentario
Parole chiave Mondo movie

Regia: Luigi Scattini
Cast:
Enrico Maria Salerno (voce narrante versione italiana)
Sceneggiatura Luigi Scattini
Colonna Sonora Piero Umiliani
Anno: 1968
Nazione: Italia
Durata: 90 minuti
In breve:
Documentario ‘farlocco’ sulla Svezia degli anni ’60, studiato per spiazzare l’audience più ingenua e bigotta
Visite: 1375

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: scanzonato e furbetto
Ritmo: incessante
Humour: nero
Erotismo: quasi onnipresente
Violenza: contenuta

 

Recensione:

Mondo Scattini

1962, Mondo Cane di Gualtiero Jacopetti inaugura il controverso, discutibile e tuttavia indubbiamente originale, genere dei mondo movie: documentari votati al sensazionalismo tout-court, il cui principale obiettivo era quello di impressionare il pubblico dell’epoca attraverso testimonianze (spesso artefatte) di usi e costumi mondiali, con un sincero occhio di riguardo per quel che concerne la sfera sessuale. Scattini, il cui esordio registico è avvenuto proprio con un simpatico mondo movie intitolato Sexy Magico, prende le distanze dal sontuoso stile del capostipite jacopettiano, incentrando la propria personale poetica sul lato più sociale ed antropologico delle tematiche prescelte. Le realtà rappresentate sono più vicine allo spettatore, strettamente connesse alla vox populi del periodo di riferimento (inficiata prevedibilmente dai consueti, innumerevoli luoghi comuni del caso), in altre parole un’accalorata cronaca sulle umane stravaganze dell’uomo occidentale, lontana anni luce dalle danze tribali di anonimi indigeni seminudi che caratterizzavano la quasi totalità dei prodotti coevi.

Svezia, inferno e paradiso è un viaggio, un’inchiesta, una radiografia della Svezia negli anni sessanta. Un confronto con un Paese in cui tutto sembrava perfetto, dall’assistenza sanitaria all’onestà del fisco, dal benessere economico all’emancipazione femminile. Ma era davvero un Paradiso come appariva agli occhi degli italiani? Oppure, questo senso di solitudine e noia che spingeva le minorenni ad avere rapporti precoci e i giovani a rifugiarsi nelle droghe o nel suicidio lo rendevano un Inferno?

Fin dai titoli di testa, si palesa l’approccio squisitamente artistico e a tratti favolistico dell’opera: al bravo regista torinese interessa, forse ancor più che a Jacopetti, spiazzare con abilità l’audience ingenua e bigotta: sfilano sullo schermo donne bellissime e disponibili, soddisfatte delle proprie conquiste sessuali che – ecco il risvolto della medaglia, fondamento di un approccio apparentemente moralista – vivono tuttavia tale sessualità "senza cuore", senza il sentimento sano che di controcanto identifica la donna "normale". Un’analisi innegabilmente datata, segnata da momenti che ancora oggi appaiono politicamente scorrettissimi e divertenti: incredibile ad esempio l’entrata in scena dei quattro ragazzi di colore, accompagnata da tamburi martellanti e dalla voce narrante di Enrico Maria Salerno che sottolinea come “il nero, si sa, va bene su tutto”. Ma attenzione, non si faccia l’errore di liquidare Svezia, inferno e paradiso con faciloneria. Il film di Scattini presenta un rigore visivo (e visionario) non indifferente, con una sensibilità cinematografica che oltrepassa l‘immagine per legarsi indissolubilmente alla musica del maestro Piero Umiliani, guarda caso considerata una delle soundtrack più avvincenti e riuscite del cinema Italiano.

Il film fu persino al centro di un vero e proprio caso diplomatico tra Italia e Svezia. L’opera non sarebbe dovuta mai uscire nel paese del nord Europa, eppure alcuni giornalisti ne consentirono la trasmissione sulla televisione Svedese la sera di Natale (sic!). La reazione del governo non si fece attendere e al regista fu interdetto per anni di mettere piede su suolo Svedese. (Jacopo Coccia)

 

Da notare- La versione anglofona verrà doppiata da Edmund Purdom, volto storico del cinema bis nostrano

Perché su Bizzarro- I mondo movie sono di per sé incredibili, ancor più se incentrati su un paese (già al tempo) moderno e laico come la Svezia

Film (più o meno) Simili: Angeli Bianchi... Angeli Neri (1970) di Luigi Scattini

 

Una scena del film

 

NOTE:

Edizione italiana: fuori catalogo

 

Scheda del film a cura di: Jacopo Coccia


1 Commento

Autore Commento
ivan_z il commento del film ( affidato alla voce di enrico maria salerrno ) è scandaloso: trabocca di moralismo bigotto, ipocrita e in malafede. Sicuramente il film fu commissionato dal vaticano o dalla democrazia cristiana per gettare discredito e fango sull'organizzazione sociale della svezia e sul modo di vivere della popolazione. Evidentemente avevano tanta paura che quelle cose potessero arrivare nella integra e sana società italiana...
Commento inserito : dom 19-12-10


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