Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: funambolico e visionario
Ritmo: turbolento
Humour: sapientemente esagerato
Azione: cartoonesca
Recensione:
Non chiamatela bicicletta!
Pee Wee’s Big Adventure è il primo film dedicato al personaggio picchiatello creato da Paul Reubens, famoso in America nei primi anni ’80 grazie al folle spettacolo The Pee-wee Herman Show. Per molti però, questo film è più noto per essere il primo lungometraggio diretto da Tim Burton. Ancora lontana (ma non troppo) dalle atmosfere funeree di Ed Wood, o dalle tinte gotiche di Edward mani di forbici, la mano di Burton si fa sentire (sebbene sia ancora incostante) così che, anche in questa pellicola, accade di imbattersi in momenti di sana propensione a un grottesco da fumetto, ricetta in seguito collaudata con Beetlejuice nel 1988.
Pee Wee Herman è un tipo bislacco. La sua casa è rivestita internamente da carte da parati variopinte, è ricca di optional stravaganti, piena zeppa di giocattoli, pupazzi e arnesi automatizzati che gli preparano la colazione - tra cui il fantoccio di Abramo Lincoln addetto alla preparazione dei pancakes. Pee Wee sghignazza, si agita in continuazione, gioca con il cibo e parla agli oggetti. Sembra un bambino indifeso e sprovveduto, ma ha la grinta e la tenacia di un vero duro. La sua bici rosso sfavillante è la sua più grande passione e per questo anche il suo tallone d’Achille. Per non perderla, ha l’abitudine di aggrovigliarla ad una catena lunga diversi metri. Nonostante lo zelo e le precauzioni adottate, qualcuno riesce ad impossessarsi della preziosa due ruote, finendo per destare l’ira funesta, ma immensamente buffa, di un Pee Wee disposto a viaggiare in capo al mondo pur di riavere il suo caro gingillo.
Tim Burton, Danny Elfman (per la prima volta in coppia con lo scapigliato regista) e Paul “Pee Wee” Rubens: da una siffatta miscela di talenti non poteva non risultarne una pellicola di serie A, divertente, originale e scorretta nel suo brogliare la narrazione degli eventi deprivandola di logica e linearità. Basti pensare alla presenza di scene in Clay animation e alla caotica fuga in bicicletta attraverso svariati set cinematografici allestiti negli studi della Warner Bros, per cogliere la varietà e il non-sense che percorrono questa perla d’autore, o meglio, d’autori. Immancabile applauso alle musiche di Elfman che dichiara di essersi ispirato alle melodie di Nino Rota, richiamato nei frequenti jingle carilloneschi, e alle note thriller di Bernard Herrmann, facilmente rintracciabili negli stacchi onirici in cui Pee Wee sogna la sua bicicletta in situazioni ostiche, spesso preda di malintenzionati. (Roberto Fontana)
Da notare- Quello di Burton ed Elfman non fu un appuntamento al buio, in quanto il regista era un fan degli Oingo Boingo (gruppo musicale in cui suonava proprio il futuro compositore) e aveva apprezzato il film The Forbidden Zone dei fratelli Elfman. Tim Burton appare in un cammeo, nelle vesti di un teppista da strada.
Perché su Bizzarro- Pee Wee Herman è uno dei miti di Bizzarro Cinema.
Film (più o meno) simili: Big Top Pee-wee (1988)
Trailer
NOTE:
Edizione Italiana: DVD Warner Home Video
Scheda del film a cura di: Roberto Fontana