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Antena, La Antena, La
Categoria Inclassificabili
Tipologia Lungometraggio
Genere Fantascienza
Parole chiave Cinema muto, Distopia, Televisione, Bianco e nero

Regia: Esteban Sapir
Cast:
Alejandro Urdapilleta, Julieta Cardinali, Rafael Ferro, Florencia Raggi
Sceneggiatura Esteban Sapir
Anno: 2007
Nazione: Argentina
Durata: 99 minuti
In breve:
La distopia più cupa e allarmistica, incontra la fiaba più tenera e surreale
Visite: 2596

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: retro-futurismo raffinato
Ritmo: soft
Humour: trattenuto
Emozione: fascinazione

 

Recensione:

Non accendete quella scatola...

La distopia più cupa e allarmistica (ma non troppo lontana dalla realtà, anzi...), incontra la fiaba più tenera e surreale in La Antena, film tanto politico quanto fantastico, girato come fosse una pellicola degli anni ’20: niente colori, niente voce.

Un’intera città è stata soggiogata da tale Mister Tv, losco figuro proprietario del canale televisivo locale. Attraverso il tubo catodico, l’infame imprenditore, è riuscito a privare tutti della voce e, adesso, vuole fare altrettanto con le parole.

Guardando La Antena, si possono percepire sapori di ogni sorta: dall’espressionismo tedesco (inossidabile fabbrica di visioni) allo steampunk favolistico di Jeunet e Caro (creatori di uno degli immaginari più incisivi del cinema moderno), passando attraverso i chiaroscuri di David Lynch e chissà cos’altro (ognuno può vedere e trovarci quel che vuole). Ma Sapir è riuscito a “lavorare” le sue fonti creando un altrove di fascinazione continua, dove tutto può essere riconosciuto, ma niente è pienamente riconoscibile: già “sentito”, eppure mai visto. Un tipico esempio di questa “evoluzione d’ispirazioni”, sono le didascalie - fondamentali in un film muto - che in questo caso diventano qualcosa di nuovo: dimenticando completamente l’utilizzo meramente esplicativo e “di necessità” che se ne faceva nel cinema delle origini, Sapir trasforma il testo in un elemento visivo forte, che diventa parte integrante nella creazione delle immagini. Così, didascalie futuriste - che trasmettono in un colpo solo il senso e il “suono” di quanto detto – si infilano nelle inquadrature e tra gli attori come fossero i balloon di un fumetto, svolgendo un ruolo che non è subordinato né di mera sovrimpressione. Ne deriva un film perturbante e alieno, realizzato con polso e perizia, che sa essere buffo ed elegante al tempo stesso. Un viaggio in un mondo (ig)noto. (Daniele 'Danno' Silipo)

 

Da notare- Undici giorni di riprese per un anno di post-produzione

Perché su Bizzarro- Surrealismo in stile cinema degli anni ’20, con annesso attualissimo sottotesto politico. L’arte dei miscugli genera bizzarrie.

Film (più o meno) simili: Tuvalu di Veit Helmer (1999)

 

Trailer

 

NOTE:

Edizione italiana: inedito in Italia

Altri titoli: The Aerial (titolo internazionale)

 

Scheda del film a cura di: Daniele 'Danno' Silipo


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