Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: americanizzato
Ritmo: crescente
Emozione: patinato
Azione: di qualità
Violenza: in giusta dose, senza eccessi
Recensione:
Quando un uomo col Blastfighter incontra un uomo con il fucile...
Risultato alquanto ambiguo quello raggiunto dal grande Bava jr. con questo Blastfighter. Un prodotto che guarda furbescamente al blockbuster Rambo (First Blood, 1982), contaminandolo di blande tematiche paraecologiste e fantascientifiche (l’arma da cui prende il titolo il film).
Un ex-poliziotto, Tiger Shark, esce di prigione dopo aver scontato una condanna di dieci anni per l’omicidio del maniaco che gli aveva ucciso la moglie. Confortato dalla presenza dell’unico amico rimastogli, si ritira a vivere in una foresta, nella casa in cui aveva vissuto la sua infanzia, alla ricerca di pace e tranquillità. La sua vita però viene disturbata da una banda di bracconieri, dedita allo sterminio della selvaggina, che inizia a perseguitare l’ex-poliziotto con una serie di provocazioni. Tiger, ben presto, reagisce uccidendo uno ad uno i componenti della banda di bracconieri, prima a colpi di pugnale poi con un’arma sofisticatissima, un misto tra un fucile a pompa e un lanciagranate...
La sceneggiatura, scritta da Massimo e Luca De Rita, rappresenta in sintesi tutti i peggiori difetti di molto cinema anni ‘80: dialoghi terribilmente superficiali, trama elementare, personaggi mai credibili. Tutto in funzione di una regia al contrario curatissima, segnata nei suoi 90′ totali di durata da un eccellente senso del ritmo (grazie nondimeno al martellante score dei fratelli De Angelis).
Un prodotto che si fa spartiacque esemplare di due grandi momenti: la morte definitiva del cinema di genere Italiano e, al contempo, la nascita del debole filone emulativo post-apocalittico/fantascientifico, ultima debole risposta allo strapotere della cinematografia americana. I volti si fanno quindi "funzionali" alla messa in scena. Tutto è puro, esclusivo spettacolo per gli occhi (i paesaggi incantati e, nella seconda parte, le mirabolanti scene d’azione), con l’eccezione carismatica di un’icona come George Eastman (Luigi Montefiori), che riesce a conquistare attraverso un pugno di battute l’attenzione sincera del pubblico.
Non liquidabile come un "passo falso" del regista di Demoni e Demoni 2, Blastfighter resta probabilmente un esercizio tecnico riuscito a metà, preparatorio alle future prove orrorifiche, ben più in linea con le potenzialità visionarie del bravo regista romano. (Jacopo Coccia)
Da notare- Attenzione ai volti che compaiono, seppur brevemente nella pellicola: il regista Michele Soavi (accreditato come Michael Saroyan) nel ruolo di Pete e lo stuntman/attore Massimo Vanni (sotto lo pseudonimo di Patrick O'Neil jr.) nel ruolo di un poliziotto.
Perché su Bizzarro- Tanto confuso quanto barocco, un esperimento davvero anomalo nella carriera del bravo Bava.
Film (più o meno) Simili: Thunder (1983) di Larry Ludman (Fabrizio De Angelis)
Edizioni home video disponibili
Promo del film
NOTE:
Edizione italiana: DVD General Video
Scheda del film a cura di: Jacopo Coccia