Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: semi-documentaristico, a base di piani sequenza
Ritmo: lento ma coinvolgente
Erotismo: abbondante
Humour: tragicomico
Recensione:
Skanks of New York
Nei sobborghi più miserabili e fatiscenti della Grande Mela, in un appartamentucolo disseminato di sporcizia e siringhe usate, si trascina il ménage di una quanto mai improbabile coppia: il bello e dannato Joe (Dallesandro) e il travestito in incognito Holly (Woodlawn). Il primo è arrivato al grado zero della tossicomania, tanto da diventare impotente e quindi incapace di proseguire la sua attività principale: il marchettaro; il secondo, da par suo, concentra tutti i suoi sforzi per pagare il sussidio ed evitare lo sfratto. Quando realizza che Joe è ormai incapace di portare il benché minimo spicciolo a casa (malgrado venga di continuo concupito da qualsiasi essere di sesso femminile ma, ovviamente, senza esito), Holly concepisce un piano: impietosire il padrone di casa fingendosi incinta(o) mediante cuscino sotto il vestito. Le conseguenze, anche in virtù delle curiose abitudini sessuali del signor Michaels, non saranno quelle previste.
Morrissey, factotum della mitica factory di Andy Warhol, realizza con Trash il secondo e più riuscito capitolo della sua trilogia con l'icona Dallesandro come protagonista. Meno sperimentale rispetto al primo capitolo Flesh e ben più aderente al realismo estremo che non arretra di fronte ad alcun particolare sgradevole, il regista ci regala una precisissima istantanea della suburra newyorchese dei primi anni '70 e dell'umanità che la popolava. Joe, il 'corpo' per definizione, altro non fa che mettersi a nudo (letteralmente e, spesso, frontalmente) davanti allo schermo, lasciandosi trasportare dagli eventi come un manichino in balia del mare in burrasca. Woodlawn, dal canto suo, è istrionico come non mai e, talvolta, irresistibile. Chi è poco interessato alla New York tutta luci e colori dell'immaginario hollywoodiano e preferisce farsi un viaggio nell'underground più spinto e profondo, deve assolutamente concedersi quest’opera indimenticabile di Morrissey. Dopo la visione del film, l'abusatissimo termine 'Trash' avrà tutt'altra accezione: garantito. (Luca Romanelli)
Da notare- Il film fu girato nel corso di otto sabati pomeriggio con un budget praticamente inesistente: location improvvisate e utilizzo di non-attori presi dalla strada. Il doppiaggio italiano, volutamente grezzo e noncurante della dizione, fu curato da Pier Paolo Pasolini e Dacia Maraini.
Perché su Bizzarro- L'opera omnia del warholiano Morrissey merita di essere menzionata su queste pagine, ma Trash , assieme a Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete , è il suo lavoro più riuscito.
Film (più o meno) simili: Flesh (1968), Heat (1972), Un uomo da marciapiede (1969)
Edizioni home video disponibili
Promo del film
NOTE:
Edizione italiana: DVD Minerva/Rarovideo
Certificazione: VM18
Scheda del film a cura di: Luca Romanelli