Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: parodistico
Ritmo: vivace
Humour: paradossale
Brividi: rivisitati
Violenza: decostruita
Recensione:
Una parodia patchwork ante-litteram
Da qualche tempo infuriano su internet - per la precisione sui siti di video sharing come You Tube e simili - i recut, cioè trailer o brevi filmati in cui celebri pellicole vengono rimontate fino a trasformarsi in qualcosa di diverso: Mary Poppins diventa un horror di fantasmi, mentre Shining una commedia brillante e così via. Ma questa pratica degli anni 2000 ha un predecessore, misconosciuto e geniale: Boo, cortometraggio di montaggio del ’32 diretto da Albert DeMond, sceneggiatore che si farà un nome nei meandri della serie B.
Il breve film racconta di un uomo che, leggendo racconti dell’orrore, fa degli incubi. E questi incubi altro non sono che frammenti di tre successi del cinema horror come Nosferatu, Frankenstein e Il gatto e il canarino, rimontati e manipolati dal montaggio di Lynn Harrison. Il tutto ovviamente con effetti comici, acuiti dalla voce fuori campo del narratore che, vedendo gli incubi dell’uomo, li commenta irridendoli.
Come i corpi morti cuciti dal Dr Frankenstein, il film si nutre di frammenti legati assieme, modificati nei movimenti e nelle musiche, spostati ripetitivamente avanti e indietro, oppure piazzati in altri contesti, attorniati dai suoni dei cartoni animati (assieme alle musiche e alle battute del narratore, che ricordano la verve dei Fratelli Marx) a ridicolizzare l’impianto stesso degli horror Universal. Quella di DeMond è parodia pura che lavora con la materia prima del cinema in un modo che non si vedrà prima dell’82 (Il mistero del cadavere scomparso) e che anticipa nelle forme e nella teoria – l’intrusione del fuori campo, del commento, del pensiero cinico dello spettatore, così come il ribaltamento dei toni a film già finito – non solo gli esperimenti di You Tube ma anche la genialità d’osservazione della Gialappa’s Band. Nosferatu, chiamato Dracula in barba ai diritti d’autore, diventa un sonnambulo smarrito e Frankenstein diventa uno sfigato in cerca di amici e di qualcuno che lo stia ad ascoltare, il senso dell’orrore di casa Universal viene reso ridicolo dalla sua stessa essenza, rivelata da uno sguardo sghembo e inusuale. Bella prova di coraggio per una delle più grandi major americane. (Emanuele Rauco)
Da notare- La Universal non volle usare le immagini del proprio Dracula, ma fece pressioni per usare quelle di Murnau, mentre le immagini de Il gatto e il canarino contenute in Boo sono le uniche rimaste integre del film originale.
Perché su Bizzarro- Per la capacità di giocare con l’essenza stessa del cinema, con la matericità, cambiando e annullando il senso di tre film diversi. E per la capacità di anticipare la parodia contemporanea.
Film (più o meno) Simili: Il mistero del cadavere scomparso (1982), Kung Pow (2001)
Il corto
NOTE:
Edizione italiana: inserito tra i contenuti extra del Frankenstein di James Whale (DVD Universal)
Scheda del film a cura di: Emanuele Rauco