Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: lineare, strumentale alle vicende
Ritmo: discontinuo
Humour: discutibile
Erotismo: malsano
Azione: divertita
Violenza: a tonnellate
Sangue: a litri
Recensione:
Premiata macelleria nipponica
Detta in parole povere: Tokyo gore police è l’amara conferma della stasi del moderno cinema giapponese, che ripara verso visioni estreme (più prossime a un titolo della Playstation 3 che alle allucinanti metafore di Cronenberg) per non riconoscere il vuoto narrativo che lo caratterizza.
In un imprecisato futuro, la polizia di Tokyo è stata privatizzata e dotata di corpi speciali utilizzati contro un gruppo di mutanti, chiamati ingegneri, che sono stati creati tramite un virus da uno scienziato pazzo di nome Keyman. Gli ingegneri sono dotati di corpi immuni all’attacco di svariate armi. Ruka è un’agente delle forze speciali, preda di atti di autolesionismo, che dà la caccia agli "ingegneri" usando una katana. Suo padre, anch’egli un poliziotto, contrario alla privatizzazione della polizia, è stato ucciso sotto i suoi occhi quando era piccola, e Ruka parte alla ricerca dell’assassino, per ottenere la sua vendetta. Quando Ruka trova Keyman, questi gli racconta il suo passato: anche lui ha perso il padre... Una volta ucciso Keyman, a Tokyo si scatena una folle serie di omicidi, causati dalla polizia.
Viene da chiedersi cosa abbia convinto la bellissima Eihi Shiina (protagonista del magnifico Audition, 1999) ad accettare il ruolo di Ruka. Il film rappresenta la deriva cinematografica di molto cinema postmoderno, non solo orientale, che si alimenta senza riserve del linguaggio tipico della realtà videoludica, mutuandone persino il meccanismo di avanzamento "a stage" e l’esile spessore dei personaggi coinvolti. Il giovane Nishimura, esperto di make-up ed effetti speciali in lattice e gomma, decide di proseguire sulla strada di successi come Meatball Machine (2005) e The Machine Girl (2008), tanto che i finti spot presenti nella pellicola sono opera proprio dei registi di tali titoli: Yudai Yamaguchi e Noboru Iguchi. L’intento era forse quello di spingere al limite la poetica di per sé già estrema del miglior Takashi Miike e in effetti un barlume di malsana visionarietà traspare in sporadiche sequenze: il club con mostruose ragazze mutanti, la ragazza vestita in puro stile fetish/sadomaso che viene mutilata dal capo della polizia o la pioggia di sangue che ricopre letteralmente il corpo della protagonista. Ma il gusto dell’inquadratura, innegabile per quanto accademico, non basta a salvare un prodotto dall’animo amatoriale, non dissimile dai lavori di Andreas Schnaas o dalle deliranti vicende della serie Guinea Pig. Divertente per una serata goliardica tra amici ma distante anni luce dalla complessità tematica di titoli "forti" come Cannibal Holocaust o Society, questo Tokyo Gore Police non rappresenta di certo, per fortuna nostra e sua, la globalità dell’attuale panorama cinematografico nipponico. (Jacopo Coccia)
Da notare- Nishimura ha definito l'attrice protagonista, Eihi Shiina, «l'unica attrice al mondo che può rimanere così bella in mezzo a tutto questo sangue»
Perché su Bizzarro- Nishimura è l'anticinema per antonomasia: storia e narrazione cedono il passo a soluzioni visive estreme e spiazzanti. Però il divertimento è assicurato!
Film (più o meno) Simili: Meatball Machine (2005) di Yūdai Yamaguchi e Jun'ichi Yamamoto
Trailer
NOTE:
Edizione italiana: Inedito in Italia
Premi: Miglior film al FantAsia Film Festival del 2008
Scheda del film a cura di: Jacopo Coccia