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Bronson Bronson
Categoria Auteurs & raffinatezze
Tipologia Lungometraggio
Genere Drammatico, Grottesco
Parole chiave Biopic, Criminalità, Carcerario

Regia: Nicolas Winding Refn
Cast:
Tom Hardy, Matt King, Kelly Adams, Katy Barker
Sceneggiatura Brock Norman Brock, Nicolas Winding Refn
Anno: 2008
Nazione: Gran Bretagna
Durata: 92 minuti
In breve:
Un pugile mancato, un folle, un criminale, un artista: chi è Michael Gordon Peterson?
Visite: 1033

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: roccioso
Ritmo: dopo il gong, sono botte!
Sangue: diffuso
Tensione: il brivido dell’imprevedibile
Humour: sporco

Recensione:

Voglio una vita spericolata

Un pugile mancato, un folle, un criminale, un violento, un artista: quale tra questi, rappresenta il vero volto di Michael Gordon Peterson? Forse tutti, o forse nessuno. Difficile, se non impossibile, passare al setaccio una mente così estremamente complessa e un’anima così nera e turbata, come quelle del detenuto più noto e spericolato d’Inghilterra, che entra ed esce dalle carceri da quando aveva diciassette anni, e si esalta facendosi pestare a sangue dai secondini di turno. Uno spirito interrotto e irrecuperabile, falciato a metà da un’eterna e costante contraddizione ma, prima di tutto, un uomo in perenne semilibertà, poiché prigioniero di se stesso (più che delle innumerevoli carceri che frequenta da una vita). Più facile - e forse interessante – allora, spostare l’attenzione e il racconto su quello strano personaggio che Peterson si è costruito nel tempo: Charlie Bronson, suo fedele alter ego.

Nicholas Wending Refn, giovanissimo autore magnetico e ‘cazzuto’, non è di certo uno a cui va insegnato il mestiere, ma anzi, è uno di quei registi in grado di apportare novità e sperimentazione anche in un genere abusato come quello del biopic, troppo spesso intento a “mitizzare” (anche laddove il mito non c’è più o, peggio ancora, non c’è mai stato) piuttosto che a restituire un’interpretazione personale e interessante della ‘figura’ prescelta. La forza maggiore di Bronson sta proprio nel coinvolgente sguardo del suo autore: Refn non si è accontentato di riproporre una ‘storia di vita’ (nonostante da sola faccia già il suo porco effetto) ma è andato a posizionare la sua lente d’ingrandimento su uno dei lati più “cinematografici” di questa inverosimile vicenda: il personaggio, e non la persona. Così, ecco animarsi la proiezione mentale che Peterson ha di se stesso, e mentre prende vita, si fortifica sempre di più, raccogliendo al suo interno desideri, speranze, bisogni, ma anche frustrazione e un certo senso di inadeguatezza. Si può capire tanto, forse tutto, di un uomo, dalla visione intima e profonda che questo ha di se. Forte di uno stile magnetico e ricercato - che spesso utilizza cromatismi irrequieti e abbaglianti come elemento decorativo della scena, quasi fosse una tela bianca da squarciare con colori infuocati ed elettrici - e di una spalla eccellente su cui far leva, quale l’eccellente Tom Hardy (che con la sua straordinaria verve e credibilità regala allo spettatore uno dei momenti più alti di interpretazione cinematografica), Refn restituisce allo spettatore un immagine di Peterson a dir poco straordinaria, cogliendo l’aspetto più nascosto e intimo di quest’uomo: la sua “maschera” (d’altronde il titolo stesso del film sembra una dichiarazione d’intenti: Bronson e non Peterson). Scavando a fondo, oltre la superficie delle cose - e quindi oltre la violenza e la follia – si scopre la “maschera” che il detenuto indossa ogni giorno: grazie proprio a questa facciata, il Peterson “uomo” e il Peterson “criminale” escono allo scoperto senza remore, facendosi notare semplicemente per quello che sono. (Alessandra Sciamanna)

Da notare- Per prepararsi al ruolo, il formidabile Tom Hardy ha fatto visita al vero “Bronson” in carcere: cosa si siano detti lì dentro, non è dato saperlo…

Perché su Bizzarro- Molto più di un semplice biopic

Film più meno simili: Arancia Meccanica (1971)

Trailer

NOTE:

Edizione italiana: inedito in Italia

Premi: miglior attore (Tom Hardy) al British Independent Film Awards (2009), miglior film al Sydney Film Festival (2009)

Scheda del film a cura di: Alessandra Sciamanna


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