Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: fantascientificamente visionario
Ritmo: crescente
Tensione: atmosferica
Azione: adrenalinica
Violenza: realistica, fisica
Sangue: quanto basta
Recensione:
Colosseo in mondovisione
Da immenso terrorista dei generi il maestro Fulci non poteva negarsi, seppur in condizioni produttive non eccelse – come fece notare in diverse interviste – un’incursione visionaria nel genere post-atomico, ultimo riuscito filone del cinema italiano che fu.
Nel 2072 la Terra è unita sotto un unico potere e i cittadini vivono solo in funzione degli spettacoli televisivi. Una rete organizza un gioco mortale nell’arena del Colosseo e, per garantire il successo dell’iniziativa, fa sì che tra i gladiatori ci sia anche un campione di motociclismo condannato ingiustamente. Con l’aiuto di una ragazza e di un altro gladiatore il giovane si ribella e si vendica distruggendo gli impianti dell’emittente.
Internazionalmente noto come The new gladiators (distribuito nientemeno dalla Troma), I guerrieri dell'anno 2072 è in effetti una coraggiosa rivisitazione futurist(ic)a del "passatempo" più amato nell’antica Roma. Una chiave di lettura fortemente innovativa per il genere che incontra, come avviene frequentemente nei soggetti scritti col fido Dardano Sacchetti, una graffiante ed amara critica sociale. La moderna TV commerciale cerca, con qualsiasi mezzo lecito o illecito concesso, di incrementare considerevolmente l’audience delle proprie trasmissioni: un panorama comunicativo desolante reso possibile con la connivenza delle forze dell’ordine, braccio operativo delle potenti emittenti televisive. Una metafora nemmeno tanto velata del decadimento etico/estetico dei contemporanei programmi TV, divenuti direttamente un’arena di combattimento a uso e consumo di un pubblico avido di sangue e violenza.
Il cast di prim’ordine contribuisce a decretare del tutto lo status di capolavoro del film: Fred Williamson, Al Cliver (Pierluigi Conti), Donald O’Brien, Jared Martin, Hal Yamanouchi, Cinzia Monreale come ultimi "fuochi vivi" di un cinema di prossima scomparsa, riuniti in una sorta di pomposa reunion celebrativa. L’ispirata marcia musicale composta da Riz Ortolani, insieme alle incredibili scenografie, visto anche il budget, di Carducci e Vanorio (senza dimenticare i plastici ad opera di Massimiliano Cerchi), completano lo stupefacente quadro immaginifico evocato da Fulci.
Il futuro che ci aspetta ci terrorizza perchè scritto e dominato dall’uomo stesso, spietato nel rincorrere la propria infinita avidità. Prospettiva interessante oltre che attualissima, se si constata che il regista Paul WS Anderson, nel suo recente Death Race (2008), cela dietro un presunto remake un plagio non dichiarato de I gladiatori dell’anno 2072, tanto nella struttura narrativa che nell’oscura e claustrofobica estetica che permea tutta la pellicola. (Jacopo Coccia)
Da notare- Stupendi gli pseudonimi sotto cui si nascondono alcune presenze nel cast artistico: Eleonora Brigliadori è “Eleonor Gold”, Renato Rossini “Howard Ross”, Mario Novelli “Tony Sanders” e Valeria Cavalli “Valerie Jones”
Perché su Bizzarro- L'obiettivo era vincere contro lo strapotere americano sul terreno degli effetti speciali. Forse al tempo è stato un pareggio, ma con un risultato finale infinitamente più poetico ed originale per Fulci.
Film (più o meno) Simili: Rollerball (1975) di Norman Jewson
NOTE:
Edizione italiana: fuori catalogo
Scheda del film a cura di: Jacopo Coccia