Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: gradasso urlante
Ritmo: frenaaaaaaaaaaa!
Humour: perenne
Sangue: a fiumi
Recensione:
Quel simpatico tamarrone di Jan Kounen...
Non c’è scampo: Vibroboy è un film così tanto fuori di zucchina che può provocare il voltastomaco, oppure rivelarsi liberatorio ed eccitante come un giro sull’autoscontro. Irrimediabilmete schizzato e ineluttabilmente casinista, tritura assieme (in mezz’ora di durata) suggestioni ripescate da Tetsuo, da Jeunet e Caro e dal primo Sam Raimi, ponendosi come unico fine il delirio più totale e ingiustificato.
Uno strano idolo azteco ritrovato in Messico, giunge in Francia, in una baraccopoli degradata dove vivono il travestito Francesca e la triste Brigitte, vittima del manesco e geloso marito Leon. Tutto precipita nel caos quando l’idolo, che una volta rotto si scopre contenere un antico vibratore di pietra, scatena tutti i suoi poteri trasformando Leon in una sorta di robottone esaltato: l’uomo viene ricoperto di ferro e, dopo aver innestato il vibratore in un martello pneumatico, è pronto a scatenare il macello.
Un pasticcio esagitato, grandguignolesco, strombazzante e iperfumettoso, scagliato in faccia al pubblico come terra su una bara. Jan Kounen gioca a fare il pazzo divertendosi ad accumulare di tutto, e realizza un assaggio concentrato del suo cinema che verrà (Dobermann, Blueberry e 99F, inedito in Italia). Così facendo ci pone di fronte a quella solita domanda, che batte in testa ogni qual volta si guarda un suo film: chi diavolo è Jan Kounen? Un regista truzzissimo senz’arte né parte, oppure uno che ha capito tutto e riesce a titillare l’indole tamarra che risiede in tutti noi? A voi la scelta. (Daniele 'Danno' Silipo)
Da notare- I continui ammiccamenti registici alla saga di Evil Dead.
Perché su Bizzarro- Fuorissimo come le zucchine... e anche di più.
Film (più o meno) simili: Tetsuo (1989), La casa 2 (1987), Delicatessen (1990)
Trailer
NOTE:
Edizione italiana: inedito in Italia
Scheda del film a cura di: Daniele 'Danno' Silipo