Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: artistico
Ritmo: circense
Tensione: a tratti ma non è propriamente un horror
Emozione: poesia pura
Erotismo: funzionale alla storia
Violenza: cruda, reale, senza sconto
Sangue: a fiotti soprattutto nell’omicidio della donna tatuata
Recensione:
Il circo degli orrori di Jodorowsky
A nove anni dalla sua opera precedente, il sottovalutatissimo Tusk, e a 15 anni dal capolavoro La Montagna Sacra, il cileno Alejandro Jodorowsky, complice la produzione italiana di Claudio Argento, ritorna al successo con Santa Sangre, una delle sue opere più crude e poetiche. Una pellicola dove orrore e poesia trovano la loro più stretta interazione sfociando in un connubio di amore/morte che da un lato richiama alla mente Tod Browning con le sue bizzarre creature di Freaks, dall’altra cita il rapporto ossessivo madre/figlio con cui Hitchcock aveva realizzato il suo capolavoro assoluto Psycho.
La storia, scritta dallo stesso regista e sceneggiata dal nostro Roberto Leoni, narra le vicende di Fenix, un giovane rinchiuso in un istituto per bambini down, perennemente appollaiato su un tronco d’albero e incapace di mangiare normalmente. In un flashback vediamo la sua infanzia: è figlio del proprietario di un circo, un vecchio filibustiere che ha una tresca con la donna tatuata all’insaputa della moglie, un’acrobata devota al culto della Santa Sangre (ragazzina assalita e violentata da alcuni bruti che poi la uccisero tagliandogli entrambe le braccia). Fenix, da parte sua, è innamorato (e ricambiato) della giovane sordomuta Alma, figlia della donna tatuata. Quando sua madre si accorge del tradimento del marito, in un lampo di gelosia butta l’acido nelle palle del fedifrago che, di tutta risposta, le trancia di netto le braccia, proprio come la Santa alla quale la donna era devota. Fenix assiste impotente a questa tragedia, e nel trambusto generale la donna tatuata fugge via portandosi appresso Alma...
Coloratissimo metacinema come non se ne vedono più da molto tempo, Santa Sangre è a tutti gli effetti un’opera d’arte capace di colpire tanto al cuore quanto allo stomaco passando rapidamente dalla poesia pura dell’innocente amore tra due bambini alla crudezza insostenibile di alcune sequenze, come ad esempio quella in cui il padre di Fenix lega il figlio a una sedia per tatuargli un’aquila sul petto con un coltello affilato. Jodorowsky non è sicuramente un autore per tutti i gusti ma il fascino delle sue opere è indubbio soprattutto quando ci regala sequenze straordinarie come il grottesco funerale dell’elefante, chiuso in una gigantesca bara e buttato dentro una discarica dove subito si fiondano una massa di desperados affamati e pronti a fare a pezzi l’animale. Una straordinaria mescolanza tra cinema d’autore e cinema di genere che cita classici come The Invisible Man e mette in scena trashissime donne wrestler, spacciatori che offrono coca ai bambini down (forse Benigni si è ispirato a questa scena per il finale di Johnny Stecchino) e ferocissimi accoltellamenti multipli come il granguignolesco omicidio della donna tatuata che richiama alla mente qualcosa di Suspiria (un voluto omaggio al fratello del produttore?). (Dr. Satana)
Da notare- Tra gli executive producer compare il nome di Renè Cardona Jr. regista culto del cinema di genere latino, autore di titoli come Il Massacro della Guyana, Tintorera e Il Triangolo delle Bermude. L’opera che viene presentata a teatro si ispira alla Creazione del mondo di Marcel Marceau.
Perché su Bizzarro- Nulla, ma proprio nulla in questo film è “normale”.
Film (più o meno) simili: Freaks (1932), Psycho (1960), La Montagna Sacra (1973), El Topo (1970)
Edizioni home video disponibili
Trailer
NOTE:
Edizione italiana: DVD Eagle Pictures
Scheda del film a cura di: Dr. Satana