Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: ubriacatura da sake
Rirtmo: altalenante, comunque nella media
Humour: incisivo
Azione: arti marziali da fumetto
Emozione: effusioni tra umani e fantasmi
Tensione/Brividi: virati al buffo
Recensione:
C'era una volta in oriente
Fortemente legato alla cultura e alle tradizioni orientali, Storia di fantasmi cinesi è un'immersione a pieni polmoni nelle antiche e affascinanti leggende della Cina medioevale. Caratterizzata da impronte fantastiche e surreali, la storia prende vita in un mondo magico nel quale affascinanti spettri, monaci rappettari e disgustose creature dell'oltretomba la fanno da padrone.
Il giovane Ning è un esattore delle tasse, un romanticone imbranatello che ‘‘inciampa’ a destra e a manca ad ogni trappola che incontra sul suo cammino. Giunto a Know Pak per lavoro, non trova nessuno disposto ad ospitarlo, cosicché è costretto a rifugiarsi nel tempio abbandonato di Lan Ro, un luogo che tutti evitano anche solo di nominare poiché infestato dagli spiriti. Durante la notte incontra una bellissima fanciulla e se ne innamora perdutamente; Ning non sa che la ragazza in realtà è un fantasma prigioniero di un demone malvagio (il demone dell'albero) che, nutrendosi di energia vitale, usa le giovani fanciulle per affascinare e intrappolare tutti gli uomini di passaggio.
Sempre in bilico tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti, Storia di fantasmi cinesi è uno dei capolavori assoluti del cinema fantasy orientale: un perla d'eccezione conosciuta in tutto il mondo. Primo capitolo di una fortunata e singolare trilogia, il film è rappresentativo di un periodo vigoroso e fortemente artigianale per il cinema levantino: è stato pluripremiato soprattutto per gli effetti speciali in molti festival dedicati al fantastico e non solo. L'ambientazione, la fotografia, i toni assurdi e sconclusionati attraverso i quali procede l'intera vicenda fanno si che, il film, risulti originale, stravagante e fortemente evocativo: le immagini conquistano e restano indelebili nella mente, avvalorate da colori accurati e stilizzati dalle tonalità così accese e magnetiche che quasi inebriano. Il tutto è puntellato da chicche folli e geniali - come il momento rap del monaco taoista o i combattimenti mirabolanti a botte di arti marziali – che, proprio per la loro natura illogica, rendono ancor di più credibile e godibile questa favolosa battaglia tra bene e male.
Questo, il cinema orientale da amare: quello autentico e tradizionale, non ancora piegato a esigenze di mercato (e sottolineo 'piegato', non 'aperto' come spesso si usa dire), che hanno portato negli anni, a uno spiacevole “appiattimento” e ad una perdita di stile per i registi dagli occhi a mandorla. Questo l'oriente da imitare e riscoprire.(Alessandra Sciamanna)
Da notare- Il simpatico attore protagonista, Leslie Cheung, scomparso improvvisamente il 1 aprile del 2003. Quando si apprese la notizia della sua morte, molti fans hanno inizialmente sperato che si trattasse soltanto di un macabro Pesce d’Aprile. Purtroppo Leslie si era effettivamente tolto la vita, all’età di 46 anni, lanciandosi dal ventiquattresimo piano del Mandarin Oriental Hotel di Hong Kong.
Perché su Bizzarro- Per il perfetto incastro e la speciale coesione tra elementi di natura diversa: fantasmi, stacchetti rap, morti viventi, arti marziali, demoni, monaci e... chi più ne ha più ne metta.
Film (più o meno) simili: Grosso Guaio a Chinatown.
Trailer
NOTE:
Edizione italiana: Passworld (cofanetto 3 DVD)
Altri titoli: A Chinese Ghost Story
Film correlati: i seguiti Storia di fantasmi cinesi II e Storia di fantasmi cinesi III. Il film d’animazione A Chinese Ghost Story: The Tsui Hark Animation
Opere correlate: Tratto dal racconto Il fantasma di una bella donna di Songling Pu
Premi principali: Premio speciale della giuria (Tsui Hark) al festival di Avoriaz 1988; Miglior Film al Fantasporto 1988; tre premi e nove nomination al Hong Kong Film Awards 1988.
Scheda del film a cura di: Alessandra Sciamanna