Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: kafkiano
Ritmo: progressiva suspance
Humour: delicatamente ironico
Tensione: da incubo in alcune fasi, stemperata in altre
Brividi: atmosfere angoscianti
Emozione: paranoidale
Erotismo: solo accentuato
Violenza: poco fisica ma molto psicologica
Sangue: nel finale
Recensione:
Paranoia condominiale
Trevolsky è un timido impiegato polacco ma naturalizzato francese che va ad abitare in un appartamento dove la precedente inquilina, Simone Choule, si è brutalmente suicidata. Gradualmente il giovane comincia ad assistere a fatti più o meno inquietanti, trova un dente nascosto all’interno di un buco nel muro, riceve strane visite dai vicini di casa e vede dalla sua finestra persone immobili all’interno del bagno in comune, situato dirimpetto alla sua abitazione. Lentamente comincia a farsi strada nella sua mente la malsana idea che l’intero condominio complotti contro di lui cercando di trasformarlo nella precedente inquilina.
Tratto da un racconto del surrealista Roland Topor, L’inquilino del terzo piano recupera le atmosfere angoscianti di Rosemary’s Baby sviluppando un intreccio quasi Kafkiano, Polanski dirige e interpreta magistralmente se stesso garantendo spessore e humour a un personaggio che ricorda in più occasioni il Joseph K. de Il Processo, ma che in parte ricalca, in maniera autobiografica, la vita del regista con continui affondi alle difficoltà d’inserimento di un immigrato nel sistema francese (esemplificato perfettamente nel suo dialogo con il commissario di polizia). L’elemento portante del film è senz’ombra di dubbio il simbolismo continuo della vicenda, a partire dagli ossessivi battiti sul muro del vicino che impone silenzio, fino ai geroglifici egiziani che Trevolsky rinviene in bagno, luogo dove si esprime la massima inquietudine della vicenda con i personaggi immobili sotto la fredda luce come spettri silenti all’interno di una camera mortuaria. Anche la lunga sequenza dell’incidente in auto assume una forma onirica dove la paranoia diventa materia prima. Lentamente ed inesorabilmente la discesa negli inferi di Trevolsky conduce al finale annunciato ma non per questo meno potente, probabilmente fra i più assurdi della storia del cinema.
Meriti al cast femminile: quasi irriconoscibile ma sempre bellissima Isabelle Adjani nella parte di Stella, fidanzata di Trevolsky e amica di Simone, mentre riconoscibilissima sin dalle prime sequenze ma non per questo meno grande, Shelley Winters nella parte della cinica portinaia. (Dr. Satana)
Da notare- In questo film si usa per la prima volta la Louma, una speciale telecamera montata a gru in grado di spostarsi su varie altezze (fu usata anche da Dario Argento in Tenebre). Nel cast appare in un piccolo cameo anche Eva Ionesco, protagonista di una serie di scandali per certe sue foto nude in giovane età, realizzate dalla madre Irina. Non ci sono titoli di coda, il film si chiude sulla bocca urlante del protagonista e il logo della Paramount
Perché su Bizzarro- Oltre ad essere uno dei film più strani di Roman Polansky, è anche un perfetto esempio di cinema surrealista, colmo di simboli e segnali non sempre di facile comprensione ma che sicuramente alzano il livello di bizzarria del prodotto finale.
Film (più o meno) Simili: Rosemary’s Baby (1968), Il Pasto Nudo (1991), Brazil (1985)
Edizioni home video disponibili
Trailer
NOTE:
Edizione italiana: DVD Paramount Home Entertainment
Scheda del film a cura di: Dr. Satana