Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: ricercato ma sporco
Ritmo: (s)travolgente
Emozione: una vera e propria discesa agli inferi
Erotismo: innaturale
Recensione:
The drugs don't work
Estate, autunno, inverno e una primavera che non arriverà mai. Tre sole stagioni attraversano le vite di Sara, Harry, Marion e Tayron, personalità fragili in balia di una società troppo esigente e astrusa. Stagioni che rappresentano anche e soprattutto la condizione mentale, fisica e umana dei quattro allucinati protagonisti di questa favola nera, diretta dal mutevole Darren Aronofsky.
Sara è una donna sola e annoiata, che porta avanti le sue giornate tra un programa tv e l'altro: una straniera nel mondo reale, assuefatta da quello televisivo. Non riesce più a dare un senso alla sua vita, alle sue giornate, ai suoi risvegli: il marito è morto e il suo unico figlio Harry è uno spacciatore tossico convinto di poter smettere in qualsiasi momento. Ora Sara ha di fronte l'occasione della sua vita: partecipare come ospite al suo show preferito. Ma per farlo dovrà dimagrire e rientare finalmente nel suo vecchio vestito rosso, si affida così a un medico ciarlatano. Harry, dal canto suo, sogna di dare una svolta alla propria vita, ma imbocca la strada più breve e meno sicura…
Tratto dall'omonimo romanzo di Hubert Selby Jr., Requiem for a dream solleva questioni spinose e quanto mai risapute, procedendo però attraverso uno stile “novello” e sperimentale: montaggio febbrile, spesso ai limiti del videoclip, musiche e rumori utilizzati come fossero elementi liberi che fluttuano nell'aria, una fotografia calda e agghiacciante allo stesso tempo e un crescendo di suggestioni che, in più di un'occasione, toccano il perturbante (soprattutto le allucinazioni di mamma Sara). L'utilizzo poi, di tante e varie tecniche di regia (lo split screen nel dialogo tra Marion ed Harry è quasi poetico), regalano al film un valore aggiunto: quello che ci troviamo di fronte è un mix perfetto di stimoli visivi e celebrali, in grado di creare un legame indissolubile tra il mondo “ricreato” e il mondo reale, nonché tra i personaggi e lo spettatore (penetrato nel profondo della propria sensibilità). Requiem for a dream è un volo in picchiata, incontrollato, che atterra in un inferno dissoluto e fuori da ogni controllo. In un primo momento tutto sembra andare per il meglio, poi pian piano la situazione degenera: l'inverno bussa alle porte dei nostri beniamini, e la “caduta” prende il sopravvento sulle loro vite. Aronofsky quasi si diverte a burlare lo spettatore: se nella prima parte del film sembra voler lasciar aperto uno spiraglio di speranza, e dare un'occasione di riscatto ai protagonisti, nella seconda parte veniamo trascinati in buco nero senza uscita e, come in brutto risveglio, la merda che soffoca le nostre vite e da cui siamo circondati, ci viene sbattura in faccia senza mezzi termini.
La droga è il centro del film, ma non il centro della questione: è un ottimo espediente per riflettere sull'attuale condizione umana, sul concetto di tossicodipendenza, esteso non solo alle droghe comunemente consociute, ma anche e soprattutto a quelle subdole, invisibili, che manipolano la nostra vita e le nostre decisioni contro la nostra volontà. Sara, Harry, Tayron e soprattutto la bella Marion (emblema della fragilità, metafora vivente dei tanti talenti gettati al vento a causa di una sottile personalità e un carattere debole) sono come burattini nella mani di un burattinaio. Su tutto incombe lo spettro nero della società in cui viviamo, ai limiti della decenza e ormai irrimediabilmente orfana del buon senso. Il film finisce, scorrono i titoli di coda, ma non per lo spettatore: Requiem for a dream è una di quelle opere che non sarà facile scrollarsi di dosso. (Alessandra Sciamanna)
Da notare- Darren Aronofsky compare in un cameo, nelle vesti di uno degli ospiti di Big Tim.
Perché su Bizzarro- Un turbine di tecniche cinematografiche, tra il visionario e il perturbante che colpisce allo stomaco e non lascia fiato.
Film (più o meno) simili: Girotondo, giro intorno al mondo (1999)
Trailer
Edizioni home video disponibili
NOTE:
Edizione italiana: DVD Cecchi Gori Home Video
Premi principali: venti premi in tutto tra cui due Independent Spirit Award nel 2001 e una nomination all'Oscar per Ellen Burstyn (miglior attrice non protagonista)
Scheda del film a cura di: Alessandra Sciamanna