Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: paratelevisivo
Ritmo: cialtrone
Humour: graffiante e polemico
Erotismo: grottesco
Recensione:
Scandalopoli
Ex DJ, ex scrittore, ex opinionista/tuttologo e ora responsabile del maggior sito italiano di gossip "Dagospia". D'Agostino, i salotti e gli ambienti volgari della cosiddetta "Roma bene", li conosce non poco, non stupisce quindi che Mutande Pazze, la sua unica regia - sceneggiata insieme a Fiorenzo Senese - riporti alla realtà grottesca della televisione italiana: corrotta, marcia e viscida oltre l'immaginabile.
Sullo schermo si avvicendano diverse storie. La giovane Alessia fa la valletta in uno show televisivo e tenta di sedurre un funzionario che le viene temporaneamente "soffiato" da una collega. La quarantenne Amalia presenta uno show salutista televisivo mattutino per casalinghe e fa di tutto per ottenere la conduzione di una trasmissione in prima serata. La formosa Stefania fa la fotomodella per pubblicità erotica e ha un'amica, Beatrice, apparentemente dedita agli studi universitari...
Siamo nei primi anni '90 e già traspaiono, senza mezzi termini, tutte le innumerevoli sfaccettature oscure del nostrano mondo dello spettacolo; molto prima dello scandalo di "Vallettopoli" (l'inchiesta condotta dalla Procura di Potenza a partire da giugno 2006 e riesplosa a livello mediatico il 12 marzo 2007) e dell'esplosione/involuzione trash della TV pubblica e commerciale italiana, ambedue definitivamente votate al nepotismo e all'antimeritocrazia. Gli obiettivi di D'Agostino non sono poi così velati: si va dalla presentatrice politicamente sostenuta alla soubrette partenopea pronta a tutto pur di apparire, dal regista erotico di successo al produttore attento alle nuove leve da provinare. Un panorama fondamentalmente tanto squallido ed eccessivo da risultare - oggi - iperrealista. Questo nonostante lo stile sembri rifarsi al primo Almodovar (ipercromatico e scorretto) e al miglior Corsicato (quando sapeva prendersi meno sul serio). Un film che non smentisce il gusto provocatorio, intelligente e graffiante del suo autore, sincero e riuscito proprio perché immediato e irresponsabile: certamente imperfetta, l'opera diverte nella sua folle unicità.
In Mutande Pazze tutto diviene paradossale circo di edonismo e piccole personalità, personaggi identificati (e identificabili) all'interno di microrealtà mediocri, fittizie, frutto di una cultura inquietantemente vuota, al cui interno fluttuano isolati corpi da macello. Un'auspicabile, impellente e provocatoria visione, all'interno del circuito scolastico nazionale, è più che d'obbligo. (Jacopo Coccia)
Da notare- Nel film è presente un antipatico sosia di Vittorio Sgarbi, storico e odiato avversario televisivo di D'Agostino.
Perché su Bizzarro- Nessuno come il noto giornalista romano conosce e sa raccontare vizi, difetti e assurdità del disgustoso circo televisivo italiano.
Film (più o meno) Simili: Cattive Ragazze di Marina Ripa di Meana (stessa estetica, stesso anno, stesso inspiegabile finanziamento tramite l'Art. 28)
Una scena del film
Edizioni home video disponibili
NOTE:
Edizione italiana: DVD Cecchi Gori Home Video
Scheda del film a cura di: Jacopo Coccia