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Erik il vichingo Erik il vichingo
Categoria Humour & vaneggiamenti
Tipologia Lungometraggio
Genere Avventura, Commedia
Parole chiave Barbari e vichinghi, Parodia

Regia: Terry Jones
Cast:
Tim Robbins, Terry Jones, Mickey Rooney, John Cleese
Sceneggiatura Terry Jones
Colonna Sonora Neil Innes
Anno: 1989
Nazione: Usa
Durata: 94 minuti
In breve:
Erik vi condurrà in terre incantate, tra bruti e bestie, col preciso scopo di estorcervi grasse risate.
Visite: 2680

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: sopra le righe e oltre
Ritmo: notevole
Humor: arguto e brioso
Azione: tutto finisce in caciara

 

Recensione:

Erik il rosso… per la vergogna

Terry Jones, anche senza il resto dei Monty Python, con Erik il vichingo impugna l’arma della dissacrazione, rivisitando le saghe scandinave e personaggi come Erik il Rosso, trasportandoci nell’era del Ragnarök e in luoghi mi(s)tici come il Valhalla (versione norrena del paradiso).

Avete presente i vichinghi posticci e slavati de Il 13° guerriero, o quelli assediati da creature di un altro pianeta in Outlander: L’ultimo vichingo? E quelli selvaggi e spietati di Valhalla rising? Bene, dimenticateli. L’orda di guerrieri nordici, pensata da Terry Jones per il suo film, sono tutta un’altra storia. Prendiamo ad esempio Erik, interpretato da Tim Robbins: non è abile nel saccheggio, è maldestro nel combattimento e si imbarazza persino di fronte all’incapacità di violentare una donna. In fondo, è un tipo onesto e cortese, ma deve fare la voce grossa per ottenere rispetto dalla sua ciurma di bruti, goffi e strampalati conterranei, che condurrà per mari impervi e villaggi incantati, in un’avventura fantasy dai risvolti epici.

Ad alimentare il motore che dà slancio ad Erik il vichingo, soggiace una verve comica spiazzante e sopraffina che condizionerà gli eventi dall’inizio alla fine, facendo in modo che, sia il plot, sia i momenti di azione pura, risultino costantemente ridotti ad absurdum. Assisterete così all’addio più triste mai visto al cinema (in senso lato, s’intende); sentirete una madre salutare il figlio dicendo preoccupata «Se devi uccidere qualcuno uccidilo, e non ci pensare due volte», mentre il padre proferirà solo un laconico «Non dimenticare di lavarti»; attraverserete oceani abissali dove però si tocca benissimo; e visiterete amene città dominate dall’amore in cui gli abitanti si dedicano al canto nonostante siano intonati come cornacchie. L’ironia è inoltre supportata dall’estrema cura impiegata nell’allestimento delle location e degli effetti speciali, nonché dalla scrupolosità dei costumisti. Un mondo-fumetto colorato e schizzatissimo, che lascia increduli anche i suoi abitanti. (Roberto Fontana)

 

Da notare- La ridicola foga con cui un aizzatore di vogatori dimena la sua frusta, sfogando la rabbia su un gruppo di energumeni ammanettati agli scalmi.

Perché su Bizzarro- La follia di un ex Monty Python.

Film (più o meno) simili: Robin Hood: un uomo in calzamaglia (1993)

 

Trailer

 

Edizioni home video disponibili

 

NOTE:

Edizione Italiana: DVD Passworld

 

Scheda del film a cura di: Roberto Fontana


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