Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: scarno, duro, realista
Ritmo: forte
Humour: nero
Tensione: forte
Brividi: non fa paura anche se tiene botta
Violenza: psicologica e materiale
Sangue: a volte disturbante
Recensione:
Il dramma dell'invisibilità... anche da morto dai fastidio.
Quanto può essere dolorosa la rovina di un essere umano? Fin dove può arrivare la paura di perdere, in una notte sola, tutto quello che si è conquistato a fatica? Questi gli interrogativi di base nell’ultimo sorprendente lavoro di Stuart Gordon, l’ormai leggendario autore di Re-Animator e From Beyond, un regista dalla carriera contrastata da alti e bassi ma anche un geniale cineasta capace di dimostrare, ancora una volta, che basta una buona idea per realizzare un ottimo film.
E Stuck si presenta più che ottimo sin dall’inizio: rock’n’roll in contrasto con le immagini all’interno della casa di cura per anziani dove lavora la promettente infermiera Brandi, giovane, carina, spensierata e in odore di dare una sensibile svolta alla sua carriera. Dall’altra parte c’è Bardo, un ex impiegato di mezza età che non riesce a trovare lavoro, viene sfrattato ed è costretto a dormire su una panchina nel parco. L’incontro fra i due protagonisti di questa storia surreale avviene una notte quando Brandi, di ritorno da una serata tra droga e alcool, travolge l’uomo con l’automobile. L’urto fa incastrare Bardo nel parabrezza e la ragazza, terrorizzata, anziché fermarsi, prosegue la sua corsa verso casa. Nascosta l’auto nel box, Brandi si accorge con terrore che l’uomo è ancora vivo, che fare a quel punto? Brandi sceglie di chiudersi in casa a dormire e fare finta di niente anche perché, il giorno dopo, non deve assolutamente mancare al lavoro…
Gordon, autore anche dello splendido soggetto, sviluppa un dramma nero come la pece dove denuncia il grado di insensibilità estremo che questa società ha raggiunto nei confronti dell’essere umano. I due comprimari (Rea e la Suvari) bucano letteralmente lo schermo (e anche il parabrezza), e lo sviluppo della storia appare quanto mai lineare e avvolgente nella sua semplicità. Pur essendo una trama di carattere drammatico, Gordon non rinuncia al cinema horror mantenendo però una connotazione più sociale: anche qui ci sono uomini che si trasformano in mostri, pur non riempiendosi la faccia di pustole o tentacoli. Basta fargli balenare davanti la perdita del proprio status quo per mostrare il lato ferino nascosto e, alla fine, il carnefice appare talmente drogato dalla sua mostruosità da vedere la vittima come il colpevole di tutto. Stuck ha anche il pregio di mantenersi comunque sul baratro tra il grottesco e il serio senza mai tendere veramente da una parte o dall’altra, in un clima di orrore a denti stretti difficilmente dimenticabile. (Dr. Satana)
Da notare- Una delle voci del 911 (il pronto intervento americano) è di Jeffrey Combs, indimenticabile protagonista di Re-Animator e icona horror degli anni ottanta.
Perché su Bizzarro- Oltre ad essere un miscuglio di generi (horror, commedia, thriller) Stuck meriterebbe la palma d’oro per il soggetto più bizzarro della storia del cinema
Film/Serie (più o meno) Simili: I ragazzi della porta accanto (1985), Le Tre Sepolture (2006), Weekend con il morto (1989)
Trailer
NOTE:
Edizione italiana: inedito in Italia
Premi principali: Silver Raven al Brussels International Festival of Fantasy Film nel 2008
Scheda del film a cura di: Dr. Satana