Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: fumettaro
Ritmo: indiavolato
Humour: becero
Erotismo: siliconato
Violenza: più che gratuita
Sangue: a fiumi
Recensione:
Fantasie di una mente pericolosa
Dopo aver (solo momentaneamente) interrotto il quasi sistematico maquillage ringiovanente a cui ha sottoposto più di una colonna portante del cinema di genere mondiale – La Casa dei 1000 Corpi, remake apocrifo di The Texas Chainsaw Massacre; il reboot di Halloween; il già annunciato remake di The Blob - Rob Zombie ha finalmente raccolto tempo e risorse per dar vita cinematografica a The Haunted World of El Superbeasto, progetto lungamente coccolato e mai del tutto concretizzato (se non sul ridotto numero di pagine dell'omonimo comics uscito una manciata di anni fa per il mercato Usa).
E il fumetto resta l'habitat più idoneo e naturale per quella che nei fatti non è altro che la trasposizione su pellicola delle fantasie adolescenziali di un ragazzotto yankee futuro regista, cresciuto circondato da quanto di più diretto e massivo permeasse la cultura popolare bianca degli anni ‘70 a stelle e strisce. Zero contenuti: uno spudorato raccoglitore di vuoto pneumatico foderato di frattaglie e traboccante cascate di emoglobina, demenzialità a sfondo sessuale e incontri/scontri impossibili. Da Jack Torrance ad Adolf Hitler: provate a nominare qualche truce personaggio dell'immaginario di un ex adolescente americano (ora 40enne) e, probabilmente, facendo un po' di attenzione, sarete in grado di intravederlo tra i fotogrammi di The Haunted World of El Superbeasto. Un mondo in cui le due uniche attività lecite sembrano essere l'ultraviolenza e la concretizzazione di una qualche particolare pulsione sessuale, con dedizione particolare per i seni ultrasiliconati.
Ci sarebbe anche una storia a giustificare il tutto, ma è talmente ridicola e pretestuosa da non intaccare minimamente il chiaro intento regressivo di questi 77 minuti di umori e rumore; un dopotutto salutare salto mortale carpiato all'indietro che ogni tanto ognuno di noi dovrebbe concedersi. Da guardare, da gustare e da eliminare, senza indugio né remora, dalla faccia della Terra alla fine dei titoli di coda. (Andrea Avvenengo)
Da notare- L'infinito gioco delle citazioni e il divertente doppiaggio delle celebrità coinvolte (Sheri Moon Zombie, Ken Foree, Tom Papa)
Perché su Bizzarro- Un accrocchio senza filtri di becera e divertente pop culture in salsa cartoon.
Film (più o meno) Simili: da Fritz il Gatto (1972) a Heavy Metal, Rob Zombie ha allegramente pescato più o meno da tutti gli elementi tipici dei cartoon non allineati.
Trailer
NOTE:
Edizione italiana: inedito in Italia
Scheda del film a cura di: Andrea Avvenengo