Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: bucolico
Ritmo: catatonico/onirico
Tensione: psicologica
Emozione: dramma
Erotismo: ambiguo
Violenza: primitiva e acerba
Recensione:
La perdita dell'innocenza è una favola nera
Provocazione inquietante, apologo pretenzioso sulla perdita dell'innocenza o semplicemente lo sfruttamento voyeuristico della piccola modella Eva Ionesco? Difficile stabilirlo con certezza, di sicuro l'esperimento filmico rappresenta un unicum del periodo.
Fin dall'infanzia, Fabrizio e Laura si godono insieme le vacanze estive: il luogo preferito dei loro giochi è una foresta della Boemia che Fabrizio considera il proprio regno. Si ritrovano dunque, ancora una volta: non sono più gli stessi, oggi sono due adolescenti alle prese con i primi turbamenti del sesso. Durante un temporale che li costringe a rifugiarsi in un castello diroccato, scoprono il piacere dei baci e delle carezze. I loro rapporti, però, si guastano quando sulla scena compare una coetanea, Silvia, alla quale Fabrizio dedica ora tutta la sua attenzione. Laura, pur venendo trattata come una schiava dai due, decide di restare.
Tre soli attori giovanissimi a condurre le fila di una favola nera - che guarda a Pasolini e anticipa di oltre dieci anni l'interessante Il signore delle mosche di Harry Hook - da accettare o rifiutare senza mezze misure. Basti pensare al coinvolgimento nell'operazione della figlia della fotografa franco-romena Irina Ionesco, al tempo assurta a icona di un erotismo deprecabile e soggetto prediletto degli scatti materni. Nel complesso, seppure è opportuno riconoscere un'atmosfera riuscita (minacciosa e arcana, come si addice a una storia dai toni fiabeschi) e un certo impegno registico nella direzione attoriale, il risultato resta innegabilmente cerebrale e, quel che è peggio, noioso. Finanche il drammatico epilogo sembra chiudere una confusione narrativa fuori controllo, indecisa e schizofrenica al pari dei balzi emozionali del protagonista. Il film, prodotto da Franco Cancellieri, venne girato in Boemia per sfuggire alle scomode e rigide maglie della censura italiana del tempo, mentre Pier Giuseppe Murgia dividerà molti anni dopo il suo futuro professionale tra sceneggiature di fiction poliziesche e la regia di svariate puntate del noto programma televisivo Chi la visto?. (Jacopo Coccia)
Da notare- In Germania passò nelle sale la versione completa del film ma le proteste del pubblico furono tali che tutte le scene più crude ed esplicite furono successivamente tagliate nella versione home video, ridotta a soli 77 minuti. Nel 2004 tuttavia, fu distribuita una nuova edizione rimasterizzata di 91 minuti. Quest'ultima fu a sua volta bandita nel 2006, quando la corte tedesca impose di ritirare dal commercio tutte le copie uncut del DVD.
Perché su Bizzarro- Difficile credere che le intenzioni dell'autore fossero di elaborare un criptico saggio sulla violenza della fanciullezza. Meglio parlare di folle (e irresponsabile) provocazione.
Film (più o meno) Simili: Il signore delle mosche (1989) di Harry Hook
NOTE:
Edizione italiana: fuori catalogo
Scheda del film a cura di: Jacopo Coccia