Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: realismo continuamente trasceso
Ritmo: calmo
Erotismo: tormentato
Violenza: quella di un maniaco sessuale represso
Recensione:
Quando l’abito fa il monaco
Molte donne (e oggi anche molti uomini) hanno un rapporto ossessivo con i loro vestiti, sia per una questione di look che di gusto estetico. Nel caso del film Il Vestito, il regista olandese Alex van Warmerdam esaspera la simbiosi donna/indumento e assegna a un abito estivo il ruolo di protagonista assoluto della storia, o meglio, delle storie.
Sono infatti quattro le donne possedute dalla chimerica “mise” di cui ne seguiamo la genesi e la decadenza. Come fosse macchiato da una maledizione, l’abito sembra condizionare in peggio la vita di chi lo indossa. Non appena calzato da un’entusiasta acquirente, sembra disseminare morte e distruzione sociale: provoca un malore mortale a una donna anziana, rende instabili le relazioni amorose e procura diversi e irrefrenabili impulsi sessuali a un uomo dall’occhio inquietato – interpretato dallo stesso Warmerdam – frequentemente e malamente ispirato dalla sensualità che il vestito emana.
In realtà, la simbiosi donna/abito, è poco più di una possibile chiave di lettura, un sottotesto emergente sin dalle prime scene. Quello di cui siamo spettatori è uno stralcio di (a)normale routine: il passamano dell’abito diventa un pretesto per intrecciare i fili di una trama affatto lineare, basata su un carosello di personaggi dalle abitudini inconsuete, calati in situazioni al limite, ognuno con il suo misero e intimo pezzo di mondo, bizzarro sì, ma dopotutto umano. Warmerdam dà una versione semi-parodistica del mondo, dipingendolo come malsano e feroce, ma non fa altro che condensare elementi disturbanti che realmente condizionano le relazioni tra esseri umani. In definitiva, il film Il Vestito è un po’ farsa e un po’ dramma, col suo impianto surreale che è insieme crudele, profondo e insano. (Roberto Fontana)
Da notare- Alex van Warmerdam è un artista a 361°, scrive, dirige e coproduce la maggior parte dei suoi film, oltre a recitare negli stessi alternando ruoli principali - si veda il suo Abel del 1986 - a secondari, come nel caso de Il Vestito. Ha un passato da teatrante e un presente da pittore. Suo fratello Vincent gli compone le musiche, l’altro fratello Marc, lo aiuta come produttore, mentre sua moglie Annet Malherbe è attrice, e compare nei suoi film.
Perché su Bizzarro- È uno dei pochi film in cui un oggetto/feticcio diventa protagonsta.
Film (più o meno) simili: 5 euro di Tecla Taidelli
NOTE:
Edizione Italiana: fuori catalogo
Certificazione: VM18
Scheda del film a cura di: Roberto Fontana