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Mysterious skin Mysterious skin
Categoria Auteurs & raffinatezze
Tipologia Lungometraggio
Genere Drammatico
Parole chiave GLBT, Amicizia, Alieni

Regia: Gregg Araki
Cast:
Joseph Gordon-Levitt, Brady Corbet, Bill Sage, Elisabeth Shue
Sceneggiatura Gregg Araki
Colonna Sonora Harold Budd, Robin Guthrie
Anno: 2004
Nazione: Usa, Olanda
Durata: 99 minuti
In breve:
Tematica gay e rapimenti alieni: un film raffinato, emozionale e totalizzante
Soggetto Scott Heim
Visite: 2582

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: pulito e misurato ma non rassicurante
Ritmo: buono
Emozione: stomaco, cuore e cervello
Violenza: soprattutto psicologica ma non compiaciuta
Erotismo: subìto

 

Recensione:

Extraterrestre... portami via!

È l'estate del 1981 quando Brian e Neil, due bambini di appena otto anni, condividono un'esperienza estrema, che li segnerà per tutta la vita. Due personalità distinte le loro, che li portano a reagire in maniera profondamente diversa: Brian subisce, e cerca di rimuovere dalla testa ogni singolo dettaglio, coprendo la realtà con un velo di fantasia (si convince di essere stato rapito dagli alieni); Neil, invece, vive il tutto intensamente, quasi fosse il regalo più bello che qualcuno gli abbia mai donato. Ma il “gioco” finisce, e il meccanismo si inceppa…

Gregg Araki, sin dagli esordi, ha sempre mostrato, senza remore, un certo gusto per il “trasgressivo”, soprattutto in relazione al mondo dei giovani, presentando al grande schermo (e non portando su grande schermo), tutti gli aspetti più nascosti, intimi e meno scontati, di realtà spinose quali pedofilia, omosessualità, droga o complicate relazioni amorose. Mysterious skin non tradisce le aspettative, contribuendo a completare quel cammino stilistico già avviato nel 1992 con il film The Living End, e proseguito poi con Totally F***ed Up, Doom Generation ed Ecstasy Generation.

Strappata da un alone fin troppo comune di fittizia patinatura, la questione della pedofilia (e dell'omosessualità), viene qui filtrata attraverso uno stile estremamente “clean” e raffinato, anche e soprattutto quando, essere puliti e raffinati, può sembrare cosa impossibile. Ligio e profondamente fedele all'impianto narrativo dell'omonimo romanzo, dal quale il film è tratto, Araki riesce a infondere all'opera una “terza dimensione”: quella interiore, intima, che va oltre ciò che vediamo e sentiamo. Forse è proprio questo il vero punto di forza del regista e di questo piccolo grande gioiello: delicatezza, sano turbamento e accorte incursioni surreali, esplodono proprio quando sono i momenti più spinti e crudi a farla da padrone. Non c'è forzatura, e non ci sono infidi giochetti cinematografici: profondità e intelligenza prendono per mano lo spettatore durante tutta la durata di quello che potremmo definire un incubo a occhi aperti, nel quale non ci si dimentica mai di rispettare i due bambini/ragazzi, la loro visuale e il loro punto di vista. Lo stomaco, l'animo e la sensibilità di chi osserva, sono messi a dura prova, pur non essendoci mai scene estreme o spinte all’eccesso: i salienti momenti di sesso e di abuso, non sono nascosti ma neanche troppo espliciti. È su un altro piano che ci vuole condurre il regista: quello emozionale, quello totalizzante. Si tratta pur sempre di cinema, di un gioco quindi, che per quanto aspiri al vero e al reale, non lo potrà mai essere fino in fondo, e questo Araki lo sa bene, trovando proprio nella giusta misura l’esatto tono per affrontare un tema così complesso. (Alessandra Sciamanna)

 

Da notare- La notevole somiglianza (anche d’atteggiamento) tra i bambini e i ragazzi che interpretano lo stesso personaggio.

Perché su Bizzarro- Tematica gay e rapimenti alieni ma non solo: Mysterious skin è un film meravigliosamente altrove.

Film (più o meno) simili: The dangerouse life of altar boys (2002)

 

Trailer

 

Edizioni home video disponibili

 

NOTE:

Edizione italiana: DVD Sony

Certificazione: VM 14

Premi Principali: milgior attore (Joseph Gordon-Levitt) e miglior rigista al Seattle International Film Festival nel 2005

Opere correlate: tratto dall'omonimo romanzo di Heim Scott

 

Scheda del film a cura di: Alessandra Sciamanna


1 Commento

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