Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: dissacrante e provocatorio
Ritmo: sostenuto
Humour: l’intervistatore è il comico Bill Maher…
Recensione:
Fede: la grande frode
Larry Charles (regista di Masked and Anonymous e Borat ) sviluppa il suo documentario Religiolus seguendo la falsa riga di un’inchiesta sulle religioni, condotta in prima persona dal comico americano Bill Maher. Seguito da Charles e la sua troupe, Bill si imbatte in quella che forse è la peggiore forma esistente di bigotto: il bigotto religioso.
Brutta bestia il bigotto religioso, difficile da domare: non si concede a nessuna provocazione o domanda che possa decostruire l’impalcatura della sua esistenza spirituale. Piuttosto tende a fuggire il confronto, oppure, semplicemente, ride per dare prova della sua fermezza. Bill Maher dimostra di saperli mettere in ridicolo questi bigotti, e di poter evidenziare le incongruenze, i paradossi e le testimonianze discordanti, su cui si basano i vari credo. In definitiva, il documentario si presenta come un viaggio attraverso le contraddizioni e i profondi pericoli di religioni quali il Cristianesimo, l’Ebraismo, l’Islam e Scientology.
Eppure, dopo pochi minuti, ci si accorge che qualcosa non quadra, non tutto è limpido come promesso. Gli intervistati - per fortuna non tutti - sono soggetti instabili e poco sobri nella rappresentazione della realtà, figurarsi in quella della spiritualità: interpellarli serve bene lo scopo di creare ilarità, ma riduce la bontà dell’inchiesta stessa. Inoltre, le interviste e il montaggio finale, sfruttano il metodo “gotcha” (popolare tra i giornalisti), che contempla l’abilità di confezionare domande in modo tale da raggirare l’intervistato e pilotarlo indirettamente. Solo che, in Religulous , il metodo non riesce, la sua messa in atto non passa inosservata: la cosa è troppo palese, a volte ridondante. Dunque, siamo di fronte a un’inchiesta sui limiti di sopportazione dei religiosi convinti, presi di mira dalle provocazioni di un agnostico. Ma non è assolutamente tutto da buttare. Il documentario è carino e scorre fluido, fa satira e fa riflettere. Solo bisogna fare attenzione ai suoi metodi poco “ortodossi”: è un po’ come instaurare la pace con i metodi propri della guerra. (Roberto Fontana )
Da notare- Pare che il falso titolo, A Spiritual Journey , servisse a ingannare gli intervistati riguardo l’intento dell’inchiesta. Gli intervistati, inoltre, non sapevano che sarebbe stato il comico Bill Maher a far loro le domande.
Perché su Bizzarro- Paradossale (o forse no?) che debba essere un documentario goliardico, sfacciato e non proprio corretto a sollevare interrogativi sulla religione e l’esistenza in genere.
Film (più o meno) simili: Jesus Camp (2006), The God Who Wasn't There (2005)
Trailer
Edizioni home video disponibili
NOTE:
Edizione Italiana: DVD Eagle Pictures
Scheda del film a cura di: Roberto Fontana