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Uccelli d'Italia Uccelli d'Italia
Categoria Humour & vaneggiamenti
Tipologia Lungometraggio
Genere Comico
Parole chiave Episodi, Parodia, Televisione

Regia: Ciro Ippolito
Cast:
Stefano Abbati, Oscar Avogadro, Annie Belle, Giancarlo Bigazzi, Alfredo Cerruti
Sceneggiatura Alfredo Cerruti, Ciro Ippolito, Daniele Pace
Colonna Sonora Toto Savio
Anno: 1984
Nazione: Italia
Durata: 77 minuti
In breve:
Seconda delirante opera cinematografica firmata Squallor: goliardia pura!
Visite: 1690

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: parodistico partenopeo
Ritmo: sghembo
Humour: geniale e fuori controllo

Recensione:

I profetici Squallor e l'Italia che verrà

"Era meglio quando c'erano gli Squallor", recita la headline del sito dedicato al culto della storica band napoletana che, prima (e meglio) degli Skiantos e soprattutto di Elio e le storie tese, fece convivere nella sua lunga carriera cabaret, musica e provocazione. Nelle loro canzoni ogni cosa è vittima di un ribaltamento semiotico: politica, religione, sport, cinema, e sesso scivolano inesorabilmente nella goliardia più pura, facendo per giunta ricorso a soluzioni difficili come il linguaggio esplicito (che porterà alla censura radiofonica) ed il rifiuto di canali promozionali forti.

Scrive Morandini: “Scrittore in crisi ha sogni e fantasticherie di scene erotiche e grottesche ambientate in Brasile o in Oriente. Comicità demenziale col gruppo musicale degli Squallor in cui è difficile sceverare l'imbecillità dalla beceraggine. In lizza per il titolo del peggior film italiano degli anni ‘‘80 con un'agguerrita concorrenza”.

Ovviamente Morandini - autore della recensione sul suo prestigioso dizionario dei film - non conosce nulla della poetica degli Squallor, né tantomeno coglie le numerose intuizioni che Cerruti e Pace (dis)seminano lungo i 77 minuti dell'opera. Se Arrapaho (primo film degli Suallor del 1983) maneggiava con scarsissima cura tutti gli elementi portanti del western americano, contrapponendoli al cattivo gusto degli spot delle neonate tv commerciali, con Uccelli d'Italia la scelta si fa più coerente e mirata: nessuna storia (sono gli anni dei primi videoclip), messa in scena di delirante finzione scenica e, dettaglio centrale, promo di presunte fiction di successo. Non si ride più della carne in scatola, ma dei discutibili serial americani d'importazione che hanno fatto la fortuna delle prime emittenti italiane: Radici, Anche i ricchi piangono, Uccelli di rovo...

La volgarità ormai è a portata d'antenna per tutto il Paese e gli Squallor, paradossalmente, rischiano di diventare anacronistici. Eppure colpisce vedere il bumper ideato dai folli autori, con tanti italiani sorridenti dentro uno stanzone, bandierina tricolore in pugno e sguardo fisso verso la telecamera, pronti ad urlare all'unisono: "Italia Culo!". Era il lontano 1985. (Jacopo Coccia)

Da notare- La presenza cult nel film della parigina Annie Belle, presenza storica all'interna del bis Italiano nonchè fiamma dell'attore Al Cliver (Pierluigi Conti)

Perché su Bizzarro- Gli Squallor, primo vero gruppo demenziale dell'intero panorama musicale Italiano, non disdegnarono incursioni cinematografiche povere nel budget ma ricche di trovate semplicemente spiazzanti

Film (più o meno) Simili: FF.SS. Cioè... Che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene? di Renzo Arbore

Clip

NOTE:

Edizione italiana: fuori catalogo

Scheda del film a cura di: Jacopo Coccia


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