Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: cinegiornale demenziale
Ritmo: alti e bassi
Humour: satirico e grottesco
Recensione:
O Marte o Morte!
Naturale evoluzione di uno sketch televisivo prima, e di un mediometraggio di quarantacinque minuti poi, Fascisti su Marte è il lavoro più ambizioso del grande Corrado Guzzanti, che regala al cinema italiano un film “oltre” (e proprio per questo parzialmente incompreso).
È Guzzanti stesso a gestire la situazione, calandosi nei panni di un generale fascista (il Gerarca Barbagli) a capo di un gruppo di camicie nere. La missione: partire alla volta di Marte, e conquistare “il rosso pianeta bolscevico e traditor”. Giunta a destinazione, l'impavida squadra fascista dovrà fronteggiare i Mimìmmi, gli abitanti del pianeta, che complicheranno non poco la faccenda.
Un binomio che si rivela vincente, quello Guzzanti/cinema, grazie al quale vede la luce un film interessante e fuori dal comune: Fascisti su Marte è, infatti, un'opera soprattutto sperimentale, che azzarda insoliti accostamenti (fantascienza e storia italiana) e ricerca nuovi linguaggi (il film è strutturato come un falso cinegiornale d’epoca con voce perennemente off). Nonostante la materia portante annoveri argomenti per nulla nuovi - quali la situazione politica del nostro bel paese e l'ideologia fascista, mai pienamente superata - il film mette da parte le classiche strutture narrative del cinema comico italiano, alle quali siamo anche troppo abituati (vedi i mille zelig-movie senz’arte né parte), riuscendo a regalare allo spettatore qualcosa di cinematograficamente stimolante e inedito. I toni surreali fanno da cornice a questioni tristemente attuali e la (buona) satira è sempre dietro l'angolo, pungente come non mai: i riferimenti alla politica italiana e ai suoi principali esponenti, sono tanti e poco velati. Si ride, e non poco, sulle disgrazie di un “Italietta” che proprio non ce la fa a guardare avanti e a voltar pagina, segnata com'è da una storia (e da una classe politica) che, inesorabilmente, tende a ripetersi nel tempo.
Mille trovate geniali colorano il film, tenendo viva l'attenzione: l'inconfondibile voce fuori campo da cinegiornale che, “rubata” dagli abituali contesti storici, crea uno spassoso effetto di contrasto; il faccione in bronzo del Duce, che fa brevi (ma continue) incursioni, rotolando a destra e a manca nei momenti meno opportuni; la deliziosa caratterizzazione dei personaggi. Uno dei più felici sposalizi tra settima arte e comicità televisiva: non il film di un cabarettista ma un’opera cinematografica con dentro un grande artista (prima che un grande comico). (Alessandra Sciamanna)
Da notare- A Roma, molti cartelli pubblicitari del film, furono danneggiati e non tutte le sale accettarono di proiettare la pellicola. Insomma, fu abbastanza osteggiato.
Perché su Bizzarro- Nulla di convenzionale o già visto: un'opera unica nel suo genere.
Film (più o meno) simili: ???
Trailer
Edizioni home video disponibili
NOTE:
Edizione italiana: DVD (+ libro) BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Scheda del film a cura di: Alessandra Sciamanna