Home Humour & vaneggiamenti Pap'occhio, il (Papocchio)

Pap'occhio, il  (Papocchio) Pap'occhio, il (Papocchio)
Categoria Humour & vaneggiamenti
Tipologia Lungometraggio
Genere Comico, Grottesco
Parole chiave Televisione, Religione

Regia: Renzo Arbore
Cast:
Mariangela Melato, Isabella Rossellini, Diego Abatantuono, Roberto Benigni, Renzo Arbore, Mario Marenco, Luciano De Crescenzo, Silvia Annichiarico, Martin Scorsese, Tiziana Altieri, Salvatore Baccaro, Kathleen Kramer
Sceneggiatura Renzo Arbore, Luciano De Crescenzo
Colonna Sonora Renzo Arbore
Anno: 1980
Nazione: Italia
Durata: 110 minuti
In breve:
Le porte del paradiso si spalancano e il giovane Arbore irrompe in Vaticano con la cricca de L'Altra Domenica.
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Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: patchwork febbrile e incosciente
Rirtmo: da vendere
Humour: folle

Recensione:

Come Dio comanda (più o meno)

Renzo Arbore, versatile artista dalle mille e un'idea, ha fatto delle brevi ma indimenticabili incursioni nel mondo della settima arte, realizzando due opere spiazzanti e fortemente anarchiche. Una di queste è Il Pap'occhio (1980), pellicola comico-satirica che porta su grande schermo le irresistibili gag del varietà televisivo L'altra domenica, andato in onda sulla Rai dal '76 al '79 e di cui lo stesso Arbore è autore.

La trama è pressoché inesistente, in quanto a farla da padrone sono una serie di sketch comici e geniali, legati l'uno all'altro da un comun denominatore: la televisione del Vaticano. Andiamo con ordine. Giovanni Paolo II (interpretato da un credibilissimo Manfred Freyberger), è affascinato da uno spot pubblicitario che vede Arbore testimonial principale. Decide così di ingaggiarlo come conduttore di una televisione del Vaticano, lasciandogli piena libertà. Le porte del paradiso si spalancano e il giovane Arbore irrompe nelle mura vaticane accompagnato da tutta la cricca de L'Altra Domenica. Alcuni di loro interpretano sé stessi, come Roberto Benigni, le Sorelle Bandiera e Isabella Rossellini; altri assumono invece ruoli ben definiti e poco ortodossi, come Luciano de Crescenzo nei panni di Dio e Diego Abatantuono (sempre sia lodato!) nei panni di Don Gabriele. Tra paradossali incursioni musicali - il film ha un suo indimenticabile coro musicale che di tanto in tanto irrompe sullo schermo con canzoncine swing e blueseggianti – e accadimenti inattesi, il film concede largo spazio a citazioni cinematografiche (su tutte Prova d'Orchestra di Fellini e Io ti salverò di Hitchcock) e scomodi riferimenti politici.

Piccolo e grande schermo si incontrano fino a fondersi: Arbore, prima di tutti, ha saputo trovare il giusto compromesso tra questi due diversi linguaggi, creando una nuova via da percorrere. E l'esperimento - se di esperimento si tratta - risulta pienamente riuscito. Per circa dieci anni, Il Pap'occhio ha dovuto fare i conti con le insaziabili forbici della censura, accusato di essere blasfemo e offensivo (sequestrato dopo la sua uscita, venne rieditato in sala nel 1998); inutile sottolineare che, l'intelligenza e la carica ironica di questo film, vanno al di là del mero dileggio o della mera contestazione. è ormai storia che, Papa Giovanni Paolo II, visionò il film in compagnia di Roberto Benigni, rimanendone entusiasta e tutt'altro che offeso. (Alessandra Sciamanna)

Da notare- Nel ruolo del regista televisivo, compare un giovane Martin Scorsese, allora marito di Isabella Rossellini.

Perché su Bizzarro- Un film al di sopra di ogni controllo, un flusso continuo di gag, siparietti, sketch e numeri musicali. Incredibile il cast.

Film (più o meno) simili: FF.SS.

 

Edizioni home video disponibili

 

NOTE:

Edizione italiana: fuori catalogo

Film correlati: Il resto del pap’occhio film inedito che raccoglie tutte la gag rimaste fuori dal montaggio originale per motivi di durata.

Scheda del film a cura di: Alessandra Sciamanna


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