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Dernier combat, Le Dernier combat, Le
Categoria Generi & commistioni
Tipologia Lungometraggio
Genere Fantascienza, Azione
Parole chiave Bianco e nero, Post apocalittico

Regia: Luc Besson
Cast:
Pierre Jolivet, Jean Bouise, Jean Reno, Fritz Wepper
Sceneggiatura Luc Besson, Pierre Jolivet
Colonna Sonora Eric Serra
Anno: 1983
Nazione: Francia
Durata: 90 minuti
In breve:
Post-apocalittico completamente muto che si costruisce attorno a continui vuoti ed elementi mancanti
Visite: 889

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: minimale e sfuggente
Ritmo: avvolgente
Tensione: la suspense si taglia a fette
Azione: grezza, calibrata, tesa
Humour: a volte strappa il sorriso

Recensione:

Melius deficere quam abundare

Per la sua opera d’esordio, Luc Besson, prima di diventare il più americano dei registi francesi, sceglie l’essenzialità e realizza un post apocalittico privo di colore e privo di parola. Bianco, nero e “muto”, Le Dernier Combat, gioca sottilmente con la percezione del pubblico e, anziché trincerarsi dietro strutture narrative inespugnabili e spiegazioni ai limiti del didascalismo, si costruisce attorno a continui vuoti ed elementi mancanti.

La storia è un semplice pretesto. La civiltà non esiste più e la desertificazione avanza. In questo scenario, un uomo, giunto da poco in quel che resta di Parigi, dovrà vedersela con un bruto e verrà salvato da un dottore che nasconde un segreto…

Niente viene spiegato fino in fondo. Non sappiamo nulla del protagonista, non sappiamo chi sono quei simil-gangster che vivono nel deserto, non sappiamo perché le donne sono sparite e non sappiamo neanche perché nessuno proferisce mai parola. Possiamo solo immaginarlo. Così facendo, Luc Besson, coinvolge e stimola la curiosità di chi osserva, mentre il compositore Eric Serra - consapevole dell’importanza delle musiche in un film muto - si fa camaleontico e avvolgente. Un puro e semplice esercizio di stile? Probabilmente si. Probabilmente no. Sicuramente una lezione sull’essenzialità del cinema e sull’importanza del “non detto” che, in un’epoca come la nostra in cui vige l’esibizionismo audiovisivo più sfrenato e in cui le “spiegazioni del film” si fanno sempre più invasive e cervellotiche, non può che essere un ottimo esempio da imitare. Un piccolo capolavoro di minimalismo cinematografico applicato al genere. (Daniele 'Danno' Silipo)

Da notare- Un giovane Jean Reno nel ruolo del Bruto.

Perché su Bizzarro- Una vera e propria anomalia del genere post-apocalittico.

Film (più o meno) simili: Interceptor - Il guerriero della strada (1981)

Trailer

 

Edizioni home video disponibili

 

NOTE:

Edizione italiana: DVD Sony Pictures Home Entertainment

Premi principali: Premio della giuria all'Avoriaz Fantastic Film Festival nel 1983; premio della critica al Brussels International Festival of Fantasy Film nel 1984; 3 premi (miglior film, miglior regista e premio del pubblico) al Fantasporto nel 1984; miglior film e miglior regista al Festival di Sitges nel 1983

Scheda del film a cura di: Daniele 'Danno' Silipo


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