Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: scarno ed essenziale
Ritmo: sostenuto
Humour: ottimo e abbondante
Recensione:
Nostro Signore Giorgio Bracardi
Estrema periferia romana, anno domini 1975. Max Vinella (Giorgio Bracardi), sagrestano picchiatello al servizio di don Pezzotta (Armando Brancia, il papà incazzoso di Amarcord ), trascorre le sue liete giornate tra scherzi di pessimo gusto, gare di abilità quantomeno singolari (come sfondare vetri con pernacchie) e inutili corteggiamenti alla cassiera del bar. A turbare la sua quiete, giunge dalle lontane Americhe la cooperativa “Churchrama” capitanata da Padre Splendid. Costui, per meglio pregare Nostro Signore, è intenzionato a soppiantare la vetusta parrocchietta con un magniloquente complesso di palazzi e palazzoni. Don Pezzotta, lungi dal piegarsi alla logica del capitalismo, si oppone fermamente e con l'ausilio del fido Vinella, sfida Padre Splendid e il suo entourage ad una competizione dal nome che è tutto un programma: “Parrocchie senza frontiere”. In barba ad ogni logica vincono quei miserelli della parrocchietta ma, per colmo di sventura, ci si mette pure il comune con un'improvvisa ingiunzione di sfratto al Don e al Max. Ma ecco giungere, inaspettata, l'apparizione di San Pentolino in persona (sempre Giorgio Bracardi) che al grido di “Chiappala, chiappala” ferma le ruspe già in funzione e ridona la gioia a tutti quanti, compreso un redento Padre Splendid. Fine.
Follia assoluta made in Bracardi che, reduce dai fasti del radiofonico Alto gradimento , pensa bene di portare due dei suoi innumerevoli personaggi davanti a una macchina da presa, costruirci attorno un minimo di storiella e, per il resto, affidarsi al suo estro demenziale. Il set è costituito da chiese diroccate e strade fangose, il cast di supporto è formato quasi esclusivamente da comparse locali e da caratteristi semisconosciuti (eccetto il felliniano Marcello Di Falco, oggi Marcella), la trama è scarnissima e senza la benché minima pretesa di credibilità. Ma, dallo squallore generale che lo circonda, spicca fino a raggiungere le vette del sublime, Giorgione nostro, che con i suoi “chiappala”, “plin plin” e rumoracci assortiti, la sua mimica perennemente allucinata e le innumerevoli gag senza capo né coda, provoca inesauribile goduria a noi bizzarromaniaci.
Tra le follie presenti nel film (alle quali con ogni probabilità ha messo mano pure Guerrini, che con la serie di Buttiglione aveva già mostrato una certa propensione alla commedia dell'assurdo) vale la pena ricordare: la statua di S. Zitta che fugge spaventata dinanzi a Vinella; un muratore - tale Porcacci Duilio – che, vessato da Vinella, lo insulta con la voce di Bombolo e un nero che, partecipando ad una gara su chi piscia più lontano, fa la pipì nera (sic!). Tutto ciò (e molto altro ancora) è possibile, nel magico, mirabolante ma soprattutto malato mondo di Giorgio Bracardi. Questo è il suo personalissimo Citizen Kane , l'opera in cui il suo genio è libero di esprimersi come mai più lo sarà in seguito. Che altro dire se non: accendiamo un cero a San Pentolino affinché ci faccia il miracolo di riversare questo classico in dvd o blu-ray. (Luca Romanelli )
Da notare- Film di scarsa distribuzione e difficile reperibilità, ma vale la pena faticare per rintracciarlo. Set molto simile a quello utilizzato da Ettore Scola per Brutti sporchi e cattivi. Giorgio Bracardi canta Scarafaggio sui titoli di testa.
Perché su Bizzarro- Un film con protagonista assoluto Bracardi lasciato a briglia sciolta è bizzarro a prescindere.
Film (più o meno) simili: la saga di Pierino con Alvaro Vitali (Vinella sembra quasi un antesignano del mitico monellaccio col fiocco)
Clip
NOTE:
Edizione italiana: fuori catalogo
Scheda del film a cura di: Luca Romanelli