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Yeti: il gigante del XX secolo Yeti: il gigante del XX secolo
Categoria B-movie & trasherie
Tipologia Lungometraggio
Genere Catastrofico, Fantascienza
Parole chiave Creature mostruose, Gigantismo

Regia: Gianfranco Parolini
Cast:
Tony Kendall, Mimmo Crao, Phoenix Grant, Jim Sullivan
Sceneggiatura Marcello Coscia, Gianfranco Parolini, Mario di Nardo
Colonna Sonora Sante Maria Romitelli
Anno: 1977
Nazione: Italia
Durata: 118 minuti
In breve:
Girare il nuovo King Kong col budget di una commedia sexy: si può fare?
Visite: 1084

Il Film


CARATTERISTICHE DEL FILM:

Stile: delirante e anacronistico
Ritmo: libero
Humour: sempre involontario

Recensione:

King Kong all'amatriciana

Quando la mancanza cronica di mezzi, idee, capacità e talento possono indistintamente danneggiare il risultato di un ambizioso progetto, c'è solo una soluzione cui si può far ricorso: l'autoironia. Purtroppo nel film di Parolini si punta altissimo senza le carte giuste (o forse senza aver ben compreso le regole), imponendosi irresponsabilmente di girare il nuovo King Kong col budget di una commedia sexy.

Un maremoto che ha sconvolto l'Artico riporta alla luce, ibernato in un blocco di ghiaccio, un esemplare di Yeti, l'abominevole uomo delle nevi. L'industriale Morgan Hunnicut, che vorrebbe servirsene per far pubblicità alle sue imprese, affida all'amico paleontologo Harry Wassermann il compito di rianimare il gigante. Tornato a vivere, lo Yeti dimostra di non gradire le folle che gli si assiepano intorno, mentre si affeziona a Wassermann e soprattutto ai due giovani nipoti di Morgan, Jane e Erwin.

Cosa dire di un film in cui, nei titoli di testa, si segnala - tra gli attori - il cane Indio, si ringrazia la pellicceria Fendi e, per l'esecuzione del tema dello Yeti, la band musicale degli Yetians? Il regista, dal background di tutto rispetto (per lo più western, tra i quali i classici Se incontri Sartana prega la tua morte e Ehi amico... C'è Sabata, hai chiuso!) partorisce un pretenzioso antikolossal fantascientifico, ricorrendo alle trovate tecniche di messa in scena più improbabili e disarmanti: elicotteri giocattolo, tremendi blue-back (con proporzioni talvolta sballate), un'assillante musica pomposa e infine, pecca maggiore dell'intero progetto, un infimo make up dell'attore Mimmo Crao, imparruccato male e visibilmente imbarazzato dal ruolo. In conclusione, difficile salvare un'opera tanto confusa, che comunque non risparmia chicche sorprendenti soprattutto nel cast: lo storico Tony Kendall e Antonella Interlenghi sotto lo pseudonimo Phoenix Grant. Nessuno esclude che, tra qualche anno, Yeti sarà rivalutato a dovere per la sua natura squisitamente camp; nell'attesa andate alla ricerca della colonna sonora del film, rivisitazione bislacca e originale dei Carmina Burana di Carl Orff! (Jacopo Coccia)

Da notare- Il film ha conosciuto, nonostante tutto, una distribuzione mondiale di tutto rispetto.

Perché su Bizzarro- Difficile immaginare (a fine anni ’70) un’operazione più scalcinata di questa nell’ambito dei cosiddetti “monster movies”

Film (più o meno) Simili: ???

NOTE:

Edizione italiana: fuori catalogo

Certificazione: VM14

Altri titoli: oltre alla traduzione letterale del titolo Italiano, è noto all’estero anche come Ice Man.

Scheda del film a cura di: Jacopo Coccia


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