Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: paratelevisivo
Ritmo: gag in successione
Humour: tipicamente anni ‘‘80
Recensione:
Quando il McDonald era pura fantascienza
Tutti concordano, spesso senza aver visionato i titoli maggiori, che la commedia all'italiana degli anni '60 abbia fatto satira e critica sociale feroce, dipingendo un'italietta provinciale in pieno boom economico. Ma se quel cinema era una lucida antologia di saggi e riflessioni al vetriolo, molti titoli degli anni '80 (gli anni dell'italo-disco e del Martini) dovrebbero considerarsi preziose Polaroid del tempo, istantanee irripetibili di un'epoca colorata, bizzarra e trasgressiva. Italian Fast Food è l'italico instant (teen) movie per antonomasia, non a caso ideato e prodotto nel 1986, annata che secondo i nostalgici ben riassume l'intero decennio.
In un moderno fast food milanese, tra coloro che lo frequentano, i tipi variano: un certo Felice, aspirante manager; un certo Enzo, sbruffone capo riconosciuto dei paninari, in eterna lotta con una banda punk. Poiché i due cuochi si sono dimessi, il direttore, preoccupatissimo dato il ritmo del locale, ingaggia a far polpette un pittore (che da mesi si è installato a sbafo in casa sua) e un altro lavoratore. Ma i due se la prendono calma, mentre tra le ragazze addette al servizio ce n'è una che sogna di fare la diva del cinema e finisce fortunosamente con l'essere assunta su due piedi per un modesto spot pubblicitario. Prima dalla mischia conclusiva, che spingerà al commissariato punk e paninari, il buon Gino - addetto alle consegne cittadine - riuscirà ad avere una mezza avventura con una temibile ragazza, amica di un teppista.
Ufficialmente diretto da Ludovico Gasperini (regista di No grazie, il caffè mi rende nervoso, successivamente sceso a patti con la tv), l'opera è ascrivibile all'ottimo mestiere dei Vanzina, coautori della sceneggiatura e di certo fondamentali per il coinvolgimento di volti noti come Allocca, George, Schiavone...
Sia chiaro quindi: non una lunga puntata della trasmissione Drive In (nonostante i tanti cabarettisti coinvolti) ma una serie di microstorie azzeccate e, soprattutto, testimoni di un paese alquanto "singolare". I paninari di Wendy si scontrano con i temibili punk, il calabrese che studia alla bocconi tenta la tragicomica scalata nel rampante jet set manageriale, la cameriera tenta la carriera di attrice confrontandosi con le disastrose inettitudini dei set pubblicitari (profezia o stilettata?). Un campionario di orrori sociali che appare concettualmente come un diretto predecessore del dimenticato Animali metropolitani (1987) di Steno. La messa in scena è sciatta e frettolosa e gli ammiccamenti alla televisione commerciale rendono tutto più datato, però le idee c'erano e tutto si può criticamente avanzare tranne la mancanza di comicità e sana goliardia; era fortunatamente lontano il monopolismo umoristico dei giullari toscani Benigni-Pieraccioni-Panariello e dei tanti show ecumenici stile Zelig. (Jacopo Coccia)
Da notare- L’interpretazione (s)cult di Anna Galiena, in veste mangiatrice di uomini amante delle pratiche sadomaso!
Perché su Bizzarro- Un documento irripetuto di un’epoca che, seppur discutibile, ha lasciato segni culturali e sociali indimenticabili
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Clip
NOTE:
Edizione italiana: fuori catalogo
Scheda del film a cura di: Jacopo Coccia