Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: secco con sequenze d'effetto
Ritmo: veloce
Humour: grazie all'ironia di Vincent Price
Erotismo: timidissimi accenni
Violenza: sopratutto grafica
Recensione:
Un mostro per non morire fifoni
Erano anni favolosi quelli, almeno per noi accaniti fan del bizzarro: gli anni del cinema di serie b e dei film da drive-in (come venivano chiamati all'epoca) di cui William Castle era indiscusso maestro. A rivederli oggi, quei film tanto maltrattati, dobbiamo ammettere che reggono il confronto con pellicole analoghe girate da registi ben più consapevoli della loro arte. Basta confrontare Homicidal, proprio di Castle, con Psycho di Alfred Hitchcock. Ma all'epoca i critici erano molto severi, così, tanti piccoli capolavori, sono finiti nel dimenticatoio.
Uno di questi è sicuramente il curioso Il mostro di sangue, che vede tra gli interpreti il grande Vincent Price. Il presupposto del film è veramente assurdo: uno scienziato rivela che, dentro la spina dorsale di ogni essere umano, vive una strana creatura - simile a una scolopendra - che esce fuori dalla colonna vertebrale quando l’umano ospitante si spaventa. La creatura non a caso viene battezzata The Tingler (il brivido). All'assurdità della trama si aggiunge il sistema definito "Percepto" utilizzato durante la proiezione del film nelle sale: alcune poltrone venivano munite di cavi elettrici e, in determinati momenti, procuravano brevi scosse in modo tale da far provare allo spettatore le medesime sensazioni dei protagonisti sullo schermo. è bastato solo questo per far guadagnare a Il Mostro di sangue un posto d'onore nell'enciclopedia L'incredibile storia del cinema spazzatura, di Jonathan Ross. Insomma, ecco il perfetto prodotto a uso e consumo di quei giovani che portavano le loro ragazze al drive-in o nei cinema di periferia, per abbracciarle nei momenti di terrore.
Ma Il Mostro di sangue è molto di più. Si tratta di una riflessione sui meccanismi e sull'idea della paura al cinema, portata avanti utilizzando tutti gli espedienti che questa arte offre: dallo splendido bianco e nero che diventa colore in una sequenza memorabile, fino all'idea della sala cinematografica che proietta film muti in un momento in cui l'urlo - e di conseguenza il sonoro - è assolutamente necessario. Inoltre, ci troviamo di fronte a un'opera veramente audace, soprattutto per il viaggio psichedelico del suo protagonista strafatto di acido (esattamente come fece lo scrittore Aldous Huxley su sé stesso sotto controllo medico). Qualcuno dirà che queste sono sottigliezze e che il grande pubblico dell'epoca era attirato da altre cose. In realtà crediamo che William Castle fosse sufficientemente intelligente da saper creare una perfetta macchina da spettacolo, senza trascurare l'aspetto metafisico che tutto il cinema per eccellenza contiene.
Oltre al sornione Vincent Price, nel cast, segnaliamo la bella e brava Patricia Cutts nella parte della moglie fedifraga e profondamente felice di esserlo.(Nicola Roumeliotis)
Da notare- L'incubo della donna sordomuta: l'acqua del bagno che diventa rossa mentre il resto del film è in bianco e nero. E poi... Vincent Price fatto di droga vale da solo tutto il film.
Perché su Bizzarro- Dialoghi deliranti, un mostro di gommapiuma e un protagonista fatto di acido: cose impossibili nel 1959 che oggi risultano come minimo bizzarre.
Film (più o meno) simili: I 13 fantasmi (1960), Homicidal (1961) entrambi di William Castle, e il dimenticato The Asphyx (1973)
Trailer
NOTE:
Edizione italiana: fuori catalogo
Scheda del film a cura di: Nicola Roumeliotis