Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: grafico, fumettoso, granguignolesco
Ritmo: schizoide, a strappi
Humor: orientaleggiante
Azione: coreografie comiche e improbabili
Sangue: a fiotti
Recensione:
Vendetta calibro 50
Ami è una studentessa modello e amorevole sorella maggiore di Yu, timido ed introverso giovane vittima designata dei bulli della scuola. Quando il ragazzo, nuovamente oggetto degli episodi di bullismo del branco, resta misteriosamente ucciso insieme all'amico Takeshi, Ami decide di farsi giustizia da sé. Ma nel tentativo di vendicare la morte dell'amato fratello, viene fatta prigioniera dai famigliari yakuza di uno dei colpevoli, torturata e mutilata del braccio sinistro. Pur in punto di morte, Ami riesce a fuggire e a farsi soccorrere dai parenti del povero Takeshi che, dopo averla curata, la dotano di una micidiale arma finalmente degna dei suoi propositi di vendetta.
Nel girare pellicole come The Machine Girl, scafati registi della risma di Noboru Iguchi si devono sentire - più o meno legittimamente - tutelati da un indiscutibile e innegabile punto di forza: la praticamente automatica indulgenza con cui il pubblico degli aficionados - e non - andrà ad accogliere lavori del genere. Troppo camp per esser vero, quanto esplicitamente debitore nei confronti di un certo tipo di cinema horror degli anni '80, The Machine Girl oltre a trasudare sangue, arti mozzati e computer grafica dozzinale - ma efficace - tradisce uno spirito profondamente sincero nei confronti del genere a cui si rifà. Elemento che, insieme ad una fondamentale e massiccia iniezione di ironia, rappresenta l'unica ragion d'essere di pellicole che troppo spesso pretendono di sembrare qualcos'altro rispetto ad una semplice, folle oretta e mezza di divertimento pecoreccio e sanguinolento. Rischio che il lavoro di Iguchi si guarda bene dal correre: tra citazionismo spiccio da Evil Dead ed Hellraiser, arti trasformati in croccante tempura, Tarantino e logicissime illogicità, The Machine Girl si fa godere appieno, scivolando sbilenca ma inarrestabile sui copiosi rivoli di sangue che la sua protagonista Ami fa scorrere senza soluzione di continuità alcuna. (Andrea Avvenengo)
Da Notare- L'irrefrenabile vizietto tutto giapponese di gettare fugaci sguardi sotto i corti gonnellini dei personaggi femminili
Perchè su Bizzarro- Splatter + Giappone + demenzialità = bizzarro
Film (più o meno) simili: Battle Royal (2000), Evil Dead (1981)
Trailer
NOTE:
Edizione italiana: inedito in Italia
Film correlati: lo spin off The Hajirai Machine Girl (2009)
Scheda del film a cura di: Andrea Avvenengo