Il Film
CARATTERISTICHE DEL FILM:
Stile: un degrado in pompa magna, altisonante
Ritmo: con la versione integrale si soffre un po’
Humour: solo giochi di parole o dialoghi fondati sul nulla
Violenza: qualche accenno qua e là
Recensione:
«Stai attento Joan, perché se cadi tutti ti calpesteranno»
Chi è Joan Lui? Un messia redentore che cammina tra i dannati con in mano un bastone per indicare la retta via? Un Dante del XX secolo, vestito da Ken Shiro, che spara sentenze come fossero mosse di arti marziali? O è forse il pretesto per una denuncia di base socio-politica nei confronti di un mondo allo sbando? Non è facile decidere, e non deve esserlo stato nemmeno per tutti quegli italiani che si rifiutarono di andare al cinema a vedere il film - quarta (ed ultima) opera del regista Celentano - condannandolo ad un flop di incassi che gli costò pure la rottura con il gruppo Cecchi Gori. Neanche i critici gradirono molto e preferirono roteare la lama, già piantata nel costato dell’autore, per essere certi di aver punito a dovere il suo “personale delirio di onnipotenza”.
è indubbio, il film adotta una dietrologia che, negli anni ’80, avrà sollevato qualche perplessità e nervosismo in merito al trinomio Joan Lui/Celentano/Gesù Cristo (ma l’irritazione è un problema dell’irritato o dell’irritante?). Si irrita chi ha la pelle delicata mentre chi ha la scorza dura può vedere il film in tranquillità, magari accusando Celentano di voler giocare a fare il regista dalla mano raffinata, mentre il risultato effettivo si avvicina piuttosto ad un “musicarello” cresciuto, con ballerini americani e un protagonista dalla lingua lunga.
La trama del film-musical segue lo schema di una parabola evangelica: la violenza e la droga dilagano nei sobborghi di una Genova che prelude all’apocalissi, Joan Lui viene sulla terra per salvare gli uomini e ne approfitta per fare qualche tiratina d’orecchi. Riguardo al contenuto, niente di più e niente di meno rispetto a una puntata del varietà Rock Politik, come nel monologo finale che inscena la morale della favola: una lezione di educazione civica con la verve tipica di Celentano. Gli arrangiamenti delle musiche sono molto curati, e certe canzoni contengono dei suoni sinth che non hanno nulla da invidiare ai primi Depeche Mode. (Roberto Fontana)
Da notare- Celentano non apprezzò la soluzione dei produttori, che portarono in alcune sale la versione da 163 minuti e in altre quella da 133 minuti; più tardi lui stesso ritoccò il film, fornendone una versione per la Tv di circa 2 ore.
Perché su Bizzarro- Perché ha fatto impallidire la critica e, contemporaneamente, ha creato intorno a sè una schiera di affezionati che in quest’opera trovano l’essenza dell’artista Celentano. E poi, dove lo trovate un Celentano con le stigmate e un serpente che sfonda il cranio dell'anticristo?
Film (più o meno) simili: Sell out! (2008)
TRAILER (versione tedesca)
NOTE:
Edizione Italiana: fuori catalogo
Scheda del film a cura di: Roberto Fontana