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Mucho Losco!
Scritto da Daniele 'Danno' Silipo, Roberto Fontana   
Tuesday 09 February 2010

In breve Mucho Losco, purtroppo inedito in Italia, è un fanta-gangster movie di culto che ci trascina in un futuro malavitoso e riserva tantissime sorprese. Da non perdere...

 

Mucho Losco!

Regia Zacarias “El niño” Gordo Paese Spagna, 1995
Genere Fantapolitica, Grottesco

Attenzione: questo film non esiste, quanto segue è pura invenzione

 

TRAMA

Anno 110 del nuovo calendario terrestre: i governi e le civiltà per come le conosciamo, non esistono più. La mafia, grazie al favore della maggioranza, ha preso possesso dei parlamenti, ha dichiarato illegittime le costituzioni e ha dato origine a un nuovo sistema governativo basato sulle gerarchie e le peculiarità delle vecchie organizzazioni di stampo mafioso. Ogni nazione è comandata da una “Famiglia”, ogni città da un “Boss” che risponde agli ordini della Famiglia e gestisce le varie “Gang” che controllano i vari quartieri (ciascuna è dotata di un diverso stile, ha un proprio modo di vestire, uno slang specifico e un inno di battaglia composto su misura). Aboliti gli ormai logori sistemi finanziari, le economie mondiali si basano esclusivamente sul pizzo e sul gioco d’azzardo. Il primo ha sostituito le tasse e viene estorto dalle Gang ogni qual volta le casse del Boss (o della Famiglia) languono. Il gioco d’azzardo (monopolio delle Famiglie) è diventato l’unico modo di percepire uno stipendio: i servizi resi alle Famiglie vengono pagati in “gratta e vinci”. Più si lavora, più “gratta e vinci” si guadagnano ma, vista la casualità del gioco, è molto facile ritrovarsi con una serie di biglietti perdenti. Chi, per questo motivo, non riesce ad arrivare a fine mese è costretto ad investire tutti i suoi risparmi nei numerosi Casinò, bische e centri scommesse che affollano le città (chiaramente tutti gestiti dal Boss). Anche se in queste condizioni è molto facile perdere la testa, nel nuovo mondo non esistono né prigioni né tribunali: tutti quelli che agli occhi del Boss sgarrano, vengono puniti per mezzo di autobombe (generalmente precedute da minacce).

È in questo scenario che si svolgono le vicende del film Mucho Losco, più esattamente in una città non meglio precisata della Spagna, controllata dal Boss italo-iberico Innocenzo. Gli affari del Boss non stanno andando molto bene, tutti i suoi progetti e le sue possibilità di guadagno vengono mandate all’aria da una sorta di antieroe, un gangster mascherato che si fa chiamare El Penumbra. Mentre si consumano gli screzi di Innocenzo e di El Penumbra, nel sottosuolo della città, un gruppo di bizzarri monaci che venera il codice penale come fosse la Bibbia, si sta preparando a risalire in superficie per ristabilire la legge. Ben presto la situazione degenera: la città cade nel caos…

 

 

COMMENTO

Poco noto in Italia, Zacarias “El niño” Gordo, oltre a fare il regista è anche uno dei più noti e quotati collezionisti di giocattoli antichi del mondo (da qui deriva il suo soprannome El niño, in italiano Il bambino). Questa sua passione, oltre ad avergli permesso di autoprodurre quasi tutti i suoi film (grazie alla compravendita di giocattoli rari e ricercati), trapela spesso nei suoi lavori cinematografici. Non fa eccezione Mucho Losco dove, balocchi di ogni tipo, fanno capolino nelle scenografie, sbucando dai posti più impensati (i fan del regista sono soliti gareggiare a chi ne scopre di più).

Mucho Losco (mai uscito nelle sale del Bel Paese), è la terza fatica del regista Iberico, il lavoro più dispendioso della sua carriera realizzato in co-produzione con Francia e Inghilterra. Il titolo, metà spagolo e metà italiano, cita la tipica espressione di giubilo pronunciata nel film dal Boss Innocenzo.

Difficile stabilire le cose migliori del film, e non perché ce ne siano poche. Sicuramente colpisce nel segno la caratterizzazione dei monaci/giudici, descritti come integralisti mezzi scemi del codice penale che sembrano giocare a chi è più ligio alle regole battibeccandosi continuamente. Questi ci vengono introdotti da un bellissimo piano sequenza che, partendo dall’ultimo piano di un grattacielo (l’uffico del Boss), scende verso il basso soffermandosi su El Penumbra (che da un cornicione osserva la città), per poi sprofondare nelle viscere della terra cogliendo i monaci nell’atto di autoprocessarsi. Tra flashback stile sit-com (con tanto di risate registrate), improvvisi momenti splatter e una colonna sonora che passa in un nanosecondo dalla musica classica alla musica metal, Mucho Losco è un cult camaleontico che riserva tantissime sorprese.

Un consiglio: aspettate la fine dei titoli di coda…

 

( Daniele 'Danno' Silipo, Roberto Fontana)

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