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La morte nell'utero
Scritto da Roberto Fontana e Daniele 'Danno' Silipo   
Friday 27 February 2009

In breve - L'opera d'esordio del maestro russo Molotov Ribbentrop. Un film gelido e allegorico contro l'irrazionalità dell'uomo e del mondo. Un capolavoro senza tempo.

 

"LA MORTE NELL'UTERO"

Regia Molotov Ribbentrop Paese Russia, 1945
Genere Grottesco

Attenzione: questo film non esiste, quanto segue è pura invenzione

 

TRAMA

Sullo schermo si susseguono flash stranianti e immagini incomprensibili che evocano materiale organico e radiografie mostruose. Tutto ciò fa da cornice a dei brandelli narrativi inconsueti e inafferrabili dove risaltano bambini che discutono di politica e questioni sociali, e una donna dallo sguardo affettuoso che tiene in grembo un vecchio facendolo allattare ai sui seni gonfi. È chiaro che ci troviamo in un modo diverso dal nostro, la città che fa da sfondo alle vicende è ricca di strutture straordinarie e futuristiche in cui i bambini sembrano destreggiarsi meglio degli adulti e gli adulti appaiono confusi, impacciati, bisognosi di attenzione.

Degna di nota la sequenza che, dopo la prima metà del film, chiarifica quanto visto fino a quel momento: un ragazzo fuma nervosamente davanti ad una enorme vetrata assistendo al parto della sua consorte, circondata da piccole figure in camice bianco. La donna darà alla luce un vecchio rinsecchito in posizione fetale sporco di placenta: una storica scena che ancora oggi disturba. Da questo momento tutto acquista senso ed il film gioca a carte scoperte mettendo in scena bambini che portano a spasso vecchi in carrozzina e bare grandi quanto basta per contenere un feto: ultimo stadio evolutivo di un mondo che funziona al contrario.

Sequenza di chiusura: il primo piano di un vecchio che ringiovanisce velocemente fino a sparire lasciando sullo schermo la scritta “Fine”.

 

COMMENTO

Il regista Ribbentrop guinge a questa sua opera d’esordio dopo aver vissuto in prima persona le sciagure della seconda guerra mondiale. La morte nell’utero rappresenta un urlo liberatorio che condanna l’andamento “contrario” dell’uomo e del mondo. Secondo Ribbentrop, tutto funziona all’opposto di come dovrebbe. In un mondo come il nostro, in cui guerra e distruzione sono all’ordine del giorno, è come se nascessimo già morti. Una feroce condanna alla superficialità che porta l’uomo a invertire l’ordine delle cose e della morale, fino a sciupare e sperperare l’unico dono che si possiede alla nascita: la vita. Un'opera surreale e all’avanguardia per quanto riguarda l’utilizzo di trucchi ed effetti, nonché per la funerea e a tratti acida musica del precocemente scomparso Vladimir Vladislav Vlas Vatslav.

(Roberto Fontana e Daniele 'Danno' Silipo)

» 1 Commento
1"sembra quasi....."
il Sunday 28 August 2011 16:39by ile
....una trama ispirata, ma molto molto più grottesca, a "Il curioso caso di Benjamin Button" eh eh :)
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