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Eppur S'Amavano
Scritto da Daniele 'Danno' Silipo   
Thursday 24 February 2011

In breve L'ultimo grande film di Molotov Ribbentrop. Tra alieni e fiori, il maestro russo non perde occasione per metterci di fronte ai peggiori istinti dell'animo umano, che è putrido e marcio anche di fronte all'amore.

 

Regia Molotov Ribbentrop Paese Russia, 1967
Genere Grottesco

Attenzione: questo film non esiste, quanto segue è pura invenzione

 

IL FILM

 

Ultimo film (e anche l’unico a colori) del maestro russo Molotov Ribbentrop, che si è mostrato fin dagli esordi poco propenso a intendere il cinema come racconto logico. E anche in questa sua ultima fatica, non si smentisce: pur inserendo un timida traccia narrativa all’inizio del film, la trasgredisce subito, lasciandoci in balia delle visioni più sfrenate.

Gli alieni del pianeta Monam’ur scendono sulla Terra e ci rimangono molto male: scoprono guerra, distruzione e odio. Questo turba molto il loro animo gentile e delicato. Prima di ripartire, infatti, decidono di fare un regalo ai terrestri, liberando nell’aria il virus dell’amore. La gente inizia ad amarsi ovunque, effusioni per strada, sbaciucchiamenti in ufficio, letti stracolmi di gente che fa l’amore. Tutti amano tutti, uomini e donne, uomini e uomini, donne e donne, triangoli, quadrati e pentagoni d’amore. Ma ben presto le cose cambiano. L’amore genera gelosia e tutti diventano gelosi di tutti, iniziando a massacrarsi ed ammazzarsi per questioni di cuore. Per esempio: lui ammazza lei perché è stata con l’altro e l’altro ammazza lui perché ha ammazzato lei, ma l’altro amava sia lui che lei, quindi pentito si sucida. Sullo schermo è il macello. Ma la cosa veramente particolare di Eppur S’amavano è che, dai corpi martoriati, non fuoriescono sangue e frattaglie ma fiori e fiorellini: petali di rosa sgorgano a manetta da braccia mozzate, margherite rotolano fuori da stomaci aperti, viole sprizzano nell’aria fuoriuscendo da colli tagliati. Tutto si conclude con gente morta ovunque e il mondo ricoperto di fiori.

Eppur S’Amavano si scaglia contro l’animo umano che è putrido e marcio, l’uomo è un essere in cui predomina il male. Ribbentrop sembra volerci mettere davanti al fatto che non c’è salvezza né redenzione: nel nostro animo, ad ogni cosa buona, ne corrisponde un’altra cattiva e più forte (amore/gelosia). Ma allora cosa centrano quei fiori? La “questione dei fiori” ha fatto versare litri d’inchiostro a critici e teorici di tutto il mondo. Scrive il francese André Brazil: “...i fiori sono lo sberleffo massimo: simbolo di pulizia, bellezza e bontà, sgorgano fuori da corpi capaci di nefandezze assolute. Quasi che Ribbentrop voglia prendersi gioco del genere umano, potenzialmente pieno di bontà, ma assolutamente incapace di dominare l’odio. Quindi in realtà non vi è assoluzione alcuna: ammettere semplicemente che l’uomo non può dominare l’odio perché è fatto così, equivarrebbe ad attenuarne la colpa”. Di opinione diversa è invece il blogger americano Tim Nerdik: “Perché i fiori? Semplice: sono gli effetti collaterali del virus lanciato dagli alieni, che tramuta il sangue in fiori. Ci sono alcuni chiari segnali durante il film che, se gli uomini non si fossero ammazzati tra loro, sarebbero comunque morti a causa della terribile mutazione. E comunque Ribbentrop ha copiato: c’è qualcosa di simile nella settima puntata della decima stagione della quinta serie (Bis/Alpha9/Comma10) di Star Trik&Trak, antecedente di due giorni ripetto all'uscita del film”.

In realtà a svelare l’arcano su “la questione dei fiori” è stato lo stesso Ribbentrop, quando su letto di morte a domanda rispose: “non so perché... mi piaceva l’idea...”. (Daniele 'Danno' Silipo - da un'idea di Alessandra Sciamanna)

 

» 1 Commento
1"Si"
il Saturday 26 February 2011 19:53by M.
E' stupefacente
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