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Babbo Natale alle Termopili
Scritto da D. Silipo, R. Fontana   
Tuesday 22 December 2009

In breve Alan J. Silverlight e il suo classicone natalizio per famiglie felici. Un piccolo cult, non privo di difetti, ma ormai entrato nella storia del cinema commerciale.

 

Babbo Natale alle Termopili

Regia Alan J. Silverlight Paese Usa, 1986
Genere Avventura, Fantastico

Attenzione: questo film non esiste, quanto segue è pura invenzione

 

TRAMA

Mancano quattro giorni a Natale e Santa Claus sta riordinando tutta la sua corrispondenza. Si accorge che la richiesta del piccolo Corey è rimasta inevasa: “Caro Babbo Natale, a scuola abbiamo studiato la battaglia delle Termopili e sono rimasto molto colpito dal coraggio dei 300 Spartani. Per Natale mi piacerebbe ricevere un elmo originale appartenuto a uno dei guerrieri. Mi darà il coraggio di affrontare i bulli che mi tormentano all’uscita di scuola”. Babbo Natale inizia a tossire nervosamente, guarda il calendario e, afferrato un megafono nelle vicinanze, urla: “Chiamata!”. Un vortice di piccoli nanetti e folletti si raduna al suo cospetto.

Babbo Natale spiega la situazione e dice che dovrà viaggiare nel tempo. I nanetti, cantando “Fu-fi-fi, Fu-fa-fa, Babbo Natale se ne va a lavurà”, iniziano ad organizzargli l’occorrente per affrontare il viaggio. Intanto, Babbo Natale, si trova nelle stalle, intento a scegliere la renna più adatta: la prima ad essere scartata è Laika, la renna a propulsori per viaggiare nello spazio; niente da fare neanche per Atlantide, la renna con branchie e pinne per andare sott’acqua. La sua scelta non può che ricadere su Lorian, la renna meccanica con orologi al posto degli occhi, creata appositamente per viaggiare indietro nel tempo. Tutto è pronto, Babbo Natale saluta e sparisce nel vuoto.

Giunto nell’antica Grecia, un sempre più spossato Babbo Natale, dopo aver affrontato il Minotauro (lo convincerà a lavorare per lui come renna), dopo aver calmato i bollori di Elena di Troia a suon di marzapane e dopo aver convinto tutti di non essere Zeus, riuscirà a scendere a patti con i 300 spartani: li aiuterà nella battaglia e, in cambio, riceverà un loro elmo. Quando Persiani e Spartani si troveranno faccia a faccia, Babbo Natale inizierà a cantare: “viva l’amore, viva la vita, d’ora in poi la guerra è finita: immagina che bello, quattro amici, una chitarra e un alberello!”. Persiani e Spartani, commossi, butteranno via le armi scambiandosi abbracci come amici di vecchia data.

Avuto il suo elmo, Babbo Natale, tornerà ai giorni nostri, scoprendo di aver alterato il corso degli eventi. Tutti si amano, le guerre non esistono più e i buoni sentimenti sono all’ordine del giorno. Anche la letterina scritta dal piccolo Corey è cambiata: “Carissimissimo e tanto amato Babbo Natale, dopo la scuola, finiti i compiti, ho voluto continuare a studiare e, in un solo pomeriggio, mi sono letto il Dracula di Bram Stoker e sono rimasto molto deluso dalla crudeltà dei vampiri. Per Natale mi piacerebbe ricevere un paletto di frassino appartenuto a Van Helsing. Mi aiuterà a ricordare di essere sempre buono con gli altri”. Babbo Natale inizia a tossire nervosamente, guarda la sua libreria e, afferrato un megafono nelle vicinanze, urla: “Chiamata!”.

Fine.

 

 

COMMENTO

 

Se c’è una cosa che Alan J. Silverlight sa fare bene è sollazzare le famiglie Americane (e non solo), inneggiando ai buoni sentimenti. Silverlight riesce sempre a stare sulla cresta dell’onda scegliendo con cura i suoi ingredienti e sfruttando al meglio le mode del periodo. Ai più attenti cinefili, infatti, non sfuggiranno i riferimenti ai blockbuster più noti di quegli anni: Babbo Natale sembra un novello Indiana Jones e molti elementi della trama guardano a Ritorno al Futuro, a questo si aggiungono alcuni zuccherosissimi momenti musical in perfetto stile Disney. Questo film, causò la rottura tra Silverlight e il suo fedele sceneggiatore Truman Feetwriter che, originariamente, aveva realizzato uno script cattivissimo (Babbo Natale moriva in battaglia per poi ritornare dall’Ade più agguerrito e vendicativo di prima). Silverlight, infatti, scrisse da solo il capitolo successivo Babbo Natale in Transilvania, anch’esso esclusivamente dedicato alle famiglie del Mulino Bianco.

 

( Daniele 'Danno' Silipo, Roberto Fontana)

» 1 Commento
1"!"
il Tuesday 22 December 2009 13:31by simone
THIS IS SANTAAAAA!
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