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TRAMA

Mancano quattro giorni a Natale e Santa Claus sta riordinando tutta la sua corrispondenza. Si accorge che la richiesta del piccolo Corey è rimasta inevasa: “Caro Babbo Natale, a scuola abbiamo studiato la battaglia delle Termopili e sono rimasto molto colpito dal coraggio dei 300 Spartani. Per Natale mi piacerebbe ricevere un elmo originale appartenuto a uno dei guerrieri. Mi darà il coraggio di affrontare i bulli che mi tormentano all’uscita di scuola”. Babbo Natale inizia a tossire nervosamente, guarda il calendario e, afferrato un megafono nelle vicinanze, urla: “Chiamata!”. Un vortice di piccoli nanetti e folletti si raduna al suo cospetto.
Babbo Natale spiega la situazione e dice che dovrà viaggiare nel tempo. I nanetti, cantando “Fu-fi-fi, Fu-fa-fa, Babbo Natale se ne va a lavurà”, iniziano ad organizzargli l’occorrente per affrontare il viaggio. Intanto, Babbo Natale, si trova nelle stalle, intento a scegliere la renna più adatta: la prima ad essere scartata è Laika, la renna a propulsori per viaggiare nello spazio; niente da fare neanche per Atlantide, la renna con branchie e pinne per andare sott’acqua. La sua scelta non può che ricadere su Lorian, la renna meccanica con orologi al posto degli occhi, creata appositamente per viaggiare indietro nel tempo. Tutto è pronto, Babbo Natale saluta e sparisce nel vuoto.
Giunto nell’antica Grecia, un sempre più spossato Babbo Natale, dopo aver affrontato il Minotauro (lo convincerà a lavorare per lui come renna), dopo aver calmato i bollori di Elena di Troia a suon di marzapane e dopo aver convinto tutti di non essere Zeus, riuscirà a scendere a patti con i 300 spartani: li aiuterà nella battaglia e, in cambio, riceverà un loro elmo. Quando Persiani e Spartani si troveranno faccia a faccia, Babbo Natale inizierà a cantare: “viva l’amore, viva la vita, d’ora in poi la guerra è finita: immagina che bello, quattro amici, una chitarra e un alberello!”. Persiani e Spartani, commossi, butteranno via le armi scambiandosi abbracci come amici di vecchia data.
Avuto il suo elmo, Babbo Natale, tornerà ai giorni nostri, scoprendo di aver alterato il corso degli eventi. Tutti si amano, le guerre non esistono più e i buoni sentimenti sono all’ordine del giorno. Anche la letterina scritta dal piccolo Corey è cambiata: “Carissimissimo e tanto amato Babbo Natale, dopo la scuola, finiti i compiti, ho voluto continuare a studiare e, in un solo pomeriggio, mi sono letto il Dracula di Bram Stoker e sono rimasto molto deluso dalla crudeltà dei vampiri. Per Natale mi piacerebbe ricevere un paletto di frassino appartenuto a Van Helsing. Mi aiuterà a ricordare di essere sempre buono con gli altri”. Babbo Natale inizia a tossire nervosamente, guarda la sua libreria e, afferrato un megafono nelle vicinanze, urla: “Chiamata!”.
Fine.
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