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Babbo Fatale
Scritto da Daniele 'Danno' Silipo   
Thursday 23 December 2010

In breve L'ex sceneggiatore d'oro della Hollywood bene, Truman Feetwriter, ci racconta la più cattiva storia di Natale mai vista su grande schermo. Un film atomico da non guardare assolutamente coi parenti.

 

Regia Truman Feetwriter Paese Usa, 1988
Genere Fantastico, Horror

Attenzione: questo film non esiste, quanto segue è pura invenzione

 

IL FILM

 

Brutta storia quella di Truman Feetwriter, sceneggiatore hollywoodiano tra i più quotati che, in pochissimo tempo, è passato dalle stelle alle stalle. La sua sfortunata vicenda inizia nel 1986 quando, dopo aver lavorato allo script di Babbo Natale alle Termopili (arcinoto classicone natalizio di Alan J. Silverlight), si vede modificare la sceneggiatura da regista e produzione in modo intollerabile. Il suo brillante script era molto cupo e cattivo (con un Santa Claus battagliero e vendicativo), mentre il film era stato addolcito in tutto e per tutto, con stucchevoli canzoncine e zuccherosissimi dialoghi. Molto risentito nei confronti del regista Silverlight (con il quale aveva sempre collaborato fino a quel momento), Feetwriter inizia a covare vendetta e due anni dopo - quasi a voler mandare tutti a quel paese - esordisce alla regia con questo Babbo Fatale: la più cattiva storia natalizia mai raccontata. Il film non incassa un quattrino e viene distribuito malissimo, tanto che Feetwriter, l’anno successivo, gira un altro “film-anatema” dal titolo molto esplicativo: FuckHollywood! Sputtanatosi completamente negli ambienti bene del cinema che conta (ma entrato irreversibilmente nei cuori di noi bizzarromani), Truman Feetwriter - impoverendosi sempre più - seguiterà a girare film guidato esclusivamente dal suo rancore, fino alla sua morte avvolta dal mistero avvenuta nel 2000.

La trama è molto semplice. Babbo Natale non se lo fila più nessuno. Solo e triste decide di rivolgersi a un avvocato per tutelare i suoi pochi interessi rimasti. Ma l’avvocato non è un semplice avvocato, è “l’avvocato del diavolo”, che in maniera subdola gli fa firmare un contratto di possessione demoniaca. Così, Santa Claus, comandato da una forza malefica, impazzisce e diventa cattivissimo, e inizia a elaborare un piano per devastare il mondo, grazie anche ai suoi nuovi poteri occulti. La sera di Natale è il panico: i giocattoli si animano e iniziano ad aggredire i bambini, i pupazzi di neve vivono di vita propria assalendo i passanti, Babbo Natale scaglia palle di fuoco dal cielo grazie alla sua slitta-fornace con renne che sembrano draghi, e nelle città è tutto un fiorire di folletti malefici (ex aiutanti del buon Santa) che paiono gremlins con la scabbia. Che fare? Il Presidente degli Stati Uniti non sa che pesci prendere. Fin quando non interviene una giovane stagista della Casa Bianca (minigonna formato filo interdentale, tettone formato dirigibile e faccia formato canotto ebete), la quale ha scoperto che in Italia esiste un’antica tradizione: la Befana! Chi meglio della Befana può far rinsavire Santa Claus? Il Presidente decide che è un buon piano. La Befana, accettato di buon grado l’incarico, si reca subito alla Casa Bianca: arzilla, scurrile e guerrafondaia oltre ogni immaginazione. Formidabile il suo ingresso in scena quando, con sigaro in bocca, due fili di barba sul mento e un bazooka più grande di lei, afferma: “Ok ammmerigani... andiamo a fare il culo al ciccione!”. Lo scontro titanico tra il Santa Claus demoniaco e La Befana irrefrenabile devasterà mezza America, con tanto di fungo atomico finale che disegna nel cielo la scritta: “Buon Fottuto Natale e Felice Fanculo a tutti”.

Trama pari a zero per un film che punta tutto sull’accumulo di gag e situazioni paradossali, generando un caleidoscopio di violenza e risate che lascia senza fiato. Deliziosi i giocattoli assassini, dove spiccano un bambolotto superdotato che piscia acido e un pupazzone di peluche dalla bocca enorme che mangia i bambini interi. Finalmente un film di Natale da non guardare assolutamente coi parenti. Onore a Feetwriter! (Daniele 'Danno' Silipo)

 

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